15.10.2025 – Roma, celebra la settima arte nel ventennale della sua Festa: il cinema rifulge nel suo set più bello, in una sintesi perfetta di nuovi linguaggi e memoria artistica.
La città eterna non incontra il cinema: è per sua natura eletta materia d’impressione dello schermo, sua consustanzialità sublime, al pari del nitrato d’argento per la pellicola.
Roma amplifica ogni narrato, rende cinematografico il racconto attraverso la naturalità del descrittivismo immaginifico, in una raffigurazione sincretica che acclude al mostrato la magnificenza dei luoghi e la tradizione dei maestri. È come un classico in costante attualizzazione che evoca mentre comunica, che è già storia mentre dirompe, che sacralizza mentre innova. La Festa del Cinema, giunta quest’anno alla sua ventesima edizione ed in programma dal 15 al 26 ottobre, trasfonde l’incanto nelle sale in un percorso plurale di visioni e cinematografie che conferma il suo baricentro nel cinema italiano.
Non si tratta di una semplice ricorrenza ma piuttosto di un suggello del consolidamento artistico dell’evento centrale dell’agenda cinematografica capitolina: la Festa è ormai appuntamento essenziale ed irrinunciabile per qualsiasi appassionato di cinema ed addetto ai lavori del paese. Sotto la direzione accorta ed artisticamente illuminata di Paola Malanga, ogni sguardo coesiste in una visione di visioni che abbraccia tradizione e sperimentazione, cinema d’alta vocazione e proposte di pubblico per offrire un compendio del meglio della produzione contemporanea e non dimenticare da dove tutto è partito con omaggi sentiti e imprescindibili al cinema classico (penso alla retrospettiva su Pasolini alla Casa del Cinema, al documentario in concorso su Rossellini e alla mostra su Franco Pinna).
Acme e sintesi di questa linea programmatica è la sezione competitiva Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani che esplora attraverso 18 lungometraggi tutti i linguaggi del presente filmico incrociando la fascinazione degli sguardi e della riflessione politica e storica. Tanti i temi toccati e le estetiche proposte in un viaggio ricchissimo di suggestioni che alterna l’asciuttezza del racconto del reale con il divertissement della suggestione svagata e surreale. Di forte impatto mediatico si annuncia il film di Vincenzo Alfieri 45 secondi che porta sullo schermo la terribile storia di Willy Monteiro, una parabola dolorosa e necessaria sulla assurda banalità del male e sul vuoto esistenziale. L’Italia in concorso prosegue il suo viaggio nel crime con Gli occhi degli altri di Andrea De Sica raffinata opera dalla eco sottilmente kubrickiana. Il film rilegge il famoso delitto Casati Stampa in un prodotto d’atmosfera sensuale ed elegante.
Sul fronte internazionale non può non citarsi “Good Boy” di Jan Komasa, atteso ritorno del regista di Corpus Christi, alle prese con un thriller venato di intenzioni sociologiche che sulla carta ha tutti gli elementi per stupire.
Ogni curiosità visiva è dunque soddisfatta, tutto o quasi il cinema nuovo passa dalle numerose sezioni della festa.
In Gran Public, decisamente a vocazione maggioritaria, sono presenti tutti i nomi più affermati del presente, italiano e non, penso a Virzi, Besson, Cox, Desplechin che insieme a molti altri autori condividono la scena per offrire al pubblico una proposta il più possibile diversificata. Valore aggiunto della Festa, come suggerisce la stessa denominazione, è l’orizzontalità del suo sguardo che rifugge il formalismo festivaliero per favorire l’immediatezza di incontro fra l’appassionato ed i protagonisti dell’atto creativo. Nell’edizione del ventennale sono attesi fra gli altri Richard Linklater, enfant prodige del cinema indie americano ed autore di culto generazionale, Jafar Panahi, regista simbolo della resistenza iraniana ed autore di opere di raffinata e profondissima analisi sociale e politica, Marco Bellocchio, maestro indiscusso del nostro cinema che tornerà a parlare del suo celeberrimo “I pugni in tasca” per comprenderne il portato con gli occhi dell’oggi.
La Festa del Cinema è anche fucina di sperimentazioni e sussulti creativi che sfuggono alle codificazioni ed agli inquadramenti predeterminati perché la libertà generativa non può conoscere confini.
Ogni espressione d’arte e d’ingegno è accolta, infatti, senza direzionalità nella sezione Freestyle. In questa edizione gli occhi sono puntati, fra i diversi titoli, su California Shemin’ esordio registico del talentuoso James McAvoy e sulle italiane Fiorella Infascelli (La Camera di Consiglio) e Karen Di Porto (Il Grande Boccia).
Le ultime tendenze del cinema internazionale compongono le tessere di Best of 2025. Le opere più premiate dei maggiori festival cinematografici mondiali, ancora inedite in Italia, sono insieme, infatti, in un’unica sezione per offrire al pubblico della Festa del Cinema la migliore sintesi delle visioni globali. Tra gli altri saranno presentati il nuovo apprezzato lavoro di Linklater Nouvelle Vague, un appassionato ed originale omaggio cinefilo al capolavoro assoluto di Godard A boute di soufflé, Dreams di Michael Franco e l’ultimo film di Ari Aster Eddington.
Infine Alice nella Città, vero e proprio festival nel festival, che si conferma per il tredicesimo anno autonomo e vitale propulsore di cinema fresco ed innovativo che dà voce alle visioni e alle inquietudini di una generazione in cerca di linguaggio. Un concorso internazionale e una serie di anteprime speciali, promuovono un cinema giovane ma non semplice che connette dialogicamente le generazioni fuori da ogni banalizzazione, restituendo verità all’emozione ed innocenza allo sguardo.
La linea della Festa è dunque stabilmente tracciata: percorrere con acume e lungimiranza tutte le urgenze grammaticali e sostanziali dell’audiovisivo per cogliere il senso dell’odierno e dei formati ed offrire una esaustività selettiva che rappresenti tutte le anime del mercato. Un luogo di libera cinematografia che abbracci senza escludere e che inglobi senza travolgere. Un organismo pensato per favorire la trasmissione dell’arte e della cinefilia senza prefigurazioni né inerzia di sguardo nella naturale ricerca dell’affine. D’altro canto Roma è la sua grande bellezza, è la magnifica crasi di cultura e di culture che la compone e il cinema non fa eccezione.
https://www.romacinemafest.it/it/festa-cinema-roma/
Simon
