14.08.2026 – Dal 18 al 23 agosto torna il festival diretto da Vincenzo Madaro. Cinquantatré cortometraggi in concorso, anteprime internazionali, un omaggio a Bernardo Bertolucci e, con la sezione Meridiana di Cattive Produzioni, uno spazio di confronto sul cinema politico e sulla responsabilità dello sguardo.

Per sei giorni Massafra torna a farsi luogo di incontro tra cinema, territorio e pensiero contemporaneo. Dal 18 al 23 agosto è in programma la ventunesima edizione di Vicoli Corti – Cinema di Periferia, il festival organizzato da Il Serraglio e diretto da Vincenzo Madaro, che quest’anno trova una nuova casa nel parco Madre Teresa di Calcutta.

Un cambio di spazio che non modifica la vocazione della manifestazione: partire dalla provincia per intercettare opere, autori e questioni capaci di spingere lo sguardo oltre i confini del territorio. Al centro resta il concorso internazionale di cortometraggi, composto da 53 opere suddivise nelle sezioni Drama/Fiction, Doc/Experimental, Diritti Umani, Animazione, Scuole di Cinema e Apulian Way.

Cartografia di Marinthia Gutierrez.

La selezione mette in dialogo giovani autori italiani e internazionali con una presenza significativa del cinema pugliese e comprende numerose anteprime italiane ed europee, oltre a due anteprime mondiali: Cartografia di Marinthia Gutierrez e Remote Farms di Homayoon Mobaraki. Un programma che conferma Vicoli Corti come spazio di scoperta del cinema breve e di confronto diretto tra pubblico e autori, molti dei quali saranno presenti a Massafra per accompagnare i propri lavori.

Tra le novità di questa edizione anche la scelta di affidare ciascuna sezione competitiva a una propria giuria, composta da registi, critici, programmatori e professionisti del settore, rafforzando, così, l’identità specifica dei diversi percorsi del concorso.

Meridiana e la domanda sul cinema politico

Uno dei nuclei più interessanti della ventunesima edizione è Meridiana, progetto della casa di produzione Cattive Produzioni, ospitato all’interno di Vicoli Corti e quest’anno dedicato al rapporto tra cinema e politica.

Più che circoscrivere il “cinema politico” a un genere Meridiana prova a interrogare le scelte che risiedono alla base della costruzione e della circolazione delle immagini: quali storie decidiamo di raccontare, da quale punto di vista, attraverso quali processi produttivi e, infine, quali opere scegliamo di mostrare.

Gli appuntamenti

Il percorso comincia il 18 agosto con il workshop del regista Danilo Caputo, dedicato alla costruzione e alla presentazione di un’idea cinematografica. Il giorno successivo la riflessione si amplia con la tavola rotonda “Il cinema politico oggi, in Italia”, che riunisce i registi Silvia Luzi e Luca Bellino, Silvia Carobbio, Gaia Siria Meloni, Domenico Saracino e Stefano Collizzolli con la moderazione di Marco Mingolla per Cattive Produzioni.

Il 20 agosto, invece, il discorso si sposta su un passaggio decisivo e spesso meno visibile della vita di un film: la selezione. Il panel “Chi ha qualcosa da dire? Selezionare è prendere posizione” mette a confronto programmatori e direttori di festival sul valore culturale e politico della programmazione.

Perché scegliere un’opera, inserirla in un programma e costruire un dialogo tra film significa anche stabilire quali immagini, temi e sensibilità portare nello spazio pubblico. È qui che Meridiana trova forse il suo punto più significativo: nell’idea che il cinema non diventi politico soltanto per ciò che racconta, ma anche per le scelte attraverso cui viene prodotto, selezionato e reso visibile.

Questa riflessione dialoga con altri appuntamenti del festival, pur mantenendo una propria autonomia all’interno del programma. Tra questi, la masterclass di regia di Silvia Luzi e Luca Bellino, intitolata Per un cinema libero (o liberato), dedicata alla responsabilità dello sguardo e al cinema come possibile forma di resistenza.

Sul terreno della memoria civile si colloca, invece, l’incontro promosso con Amnesty International Italia a venticinque anni dal G8 di Genova. Riccardo Noury e Stefano Collizzolli, moderati da Stefania Castelli, affronteranno il tema della sospensione dei diritti e dei fatti di Bolzaneto. A seguire, la proiezione di Se fate i bravi di Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone e l’assegnazione del Premio Amnesty.

L’omaggio a Bernardo Bertolucci

A fare da filo conduttore all’edizione sarà anche il cinema di Bernardo Bertolucci, celebrato nel cinquantesimo anniversario di Novecento.

L’omaggio attraversa l’identità visiva del festival e si sviluppa sullo schermo attraverso tre opere. Si parte con Bertolucci secondo il cinema, documentario realizzato da Gianni Amelio nel 1976 durante la lavorazione di Novecento, per proseguire con La nostra magnifica ossessione di Marco Spagnoli e con Histoire d’eaux, episodio diretto dallo stesso Bertolucci per il film collettivo Ten Minutes Older.

Histoire deaux di Bernardo Bertolucci

Un percorso che non assume la forma di una retrospettiva esaustiva, ma utilizza materiali e punti di vista differenti per tornare sull’opera e sulla figura di uno degli autori centrali della storia del cinema italiano.

Accanto al concorso e agli approfondimenti, il programma accoglie anche il lungometraggio Cattiva strada di Davide Angiuli, il documentario Agnus Dei di Massimiliano Camaiti, la sonorizzazione dal vivo de La guerra e il sogno di Momi e gli appuntamenti letterari di Libri tra i Vicoli.

Massimiliano Camaiti

Continua, inoltre, il lavoro sul rapporto tra cinema, formazione e territorio. Pricò – Il Cinema è Giovane restituisce al pubblico i progetti audiovisivi realizzati dagli studenti durante l’anno scolastico, mentre Vicoli Fuori porta il cinema all’interno del carcere di Taranto.

Il legame con Massafra passa anche dalle visite guidate al santuario della Madonna della Scala, al villaggio rupestre di Santa Marina e alle chiese rupestri della città, oltre che dall’esperienza di Visioni Rupestri, la residenza artistica che nelle scorse settimane ha coinvolto quattro giovani autori guidati dal regista Giuseppe Carrieri, chiamati a lavorare sul territorio come materia di racconto e sperimentazione.

La giornata conclusiva del 23 agosto sarà dedicata anche alle prospettive dell’industria cinematografica, con un panel realizzato insieme a Hot Corn, prima delle premiazioni delle diverse sezioni competitive. Il Premio Sentinella dello Sguardo sarà assegnato alla regista Laura Samani, mentre la chiusura è affidata a Cinema Italiano Electronic Odyssey, performance audiovisiva di Giacomo Abbruzzese e DJ Feel Fly, già presentata a Cannes.

Dopo ventuno edizioni, Vicoli Corti continua, così, a costruire il proprio spazio nel panorama festivaliero senza rinunciare al luogo da cui è nato. Non semplicemente portando il cinema in provincia, ma facendo della provincia un punto dal quale produrre domande, mettere in relazione esperienze diverse e osservare ciò che il cinema contemporaneo sta diventando.

Tutti gli appuntamenti di Vicoli Corti – Cinema di Periferia sono a ingresso libero.

Roberta Rutigliano

Tutti i diritti sono riservati. Le fotografie sono utilizzate esclusivamente a fini editoriali e sono state gentilmente concesse dall’Ufficio Stampa di Vicoli Corti