26.03.2026 – Si conclude anche il secondo appuntamento della sezione “Sarò breve” del Bif&st 2026, dedicata al cortometraggio e, per la prima volta, pienamente competitiva. Nello slot del 25 marzo, al Multicinema Galleria, dieci opere ampliano e rielaborano le linee emerse nel primo incontro, offrendo uno sguardo più aperto e internazionale sulle forme del racconto breve contemporaneo.
La proiezione, introdotta e condotta da Livio Costarella, ha visto la partecipazione in sala di autori e interpreti dei corti selezionati, tra cui Alessandro Capitani, Ivana Lotito, Sergio Rubini, Massimiliano Pacifico, Lina Sastri e Fabrizio Fusco, insieme al produttore Francesco Lopez e ai membri delle troupe coinvolte nei progetti.
La selezione si sviluppa lungo direttrici tematiche più ampie rispetto allo slot precedente, mantenendo al centro la riflessione sull’identità ma aprendo a dimensioni sociali, politiche e culturali più esplicite.
Uno sguardo internazionale tra identità e conflitto
Tra i titoli presentati, Hoyo en Dos (Blind Spots) di Bayron Norman e La Dernière Neige di Rodolphe Bouquet-Populus introducono un respiro internazionale, in cui il conflitto – personale o collettivo – diventa elemento centrale della narrazione. In questi lavori, la marginalità assume una dimensione più politica, trasformandosi in spazio di tensione e ridefinizione.
Tra racconto, ironia e passaggi di crescita
Accanto a queste traiettorie più dense, emergono corti che lavorano su registri differenti.
Storia semiseria di un piccione viaggiatore di Alessandro Capitani introduce un tono più leggero e surreale, dimostrando la versatilità del formato breve. Allo stesso modo, Di primo pelo di Domenico Cicerone e Made to Order di Joss Berlioux si confrontano con i temi della crescita, del desiderio e della costruzione dell’identità, alternando realismo e suggestione simbolica.
Corpo e materia come spazio di tensione
Il corpo torna ad essere elemento centrale in opere come Lacerazioni di Massimiliano Pacifico ed E soffierò, e sbufferò, e butterò giù la tua casa di Fabrizio Fusco, che portano in scena una dimensione più fisica e concreta del conflitto.
In questi lavori, la fragilità si traduce in gesto, impatto e trasformazione, ampliando il discorso già avviato nello slot precedente.
I corti fuori concorso
Accanto alla selezione competitiva, lo slot 2 ha incluso tre opere presentate fuori concorso, che arricchiscono il quadro complessivo della sezione con sguardi autoriali e prospettive differenti.
Across the Line di Vito Palumbo apre il programma con un racconto che si inserisce nel solco di una produzione attenta alle dinamiche contemporanee e ai linguaggi visivi accessibili.
La mancanza di Lina Sastri introduce una dimensione più teatrale e autoriale, in dialogo con la tradizione culturale italiana.
Infine, I’m Glad You’re Dead Now di Tawfeek Barhom aggiunge una prospettiva internazionale e fortemente identitaria, ampliando ulteriormente l’orizzonte della selezione.
Una sezione sempre più centrale nel Bif&st
Con questo secondo slot si completa il percorso della sezione “Sarò breve”, che riunisce venti cortometraggi italiani e internazionali in concorso per il Premio “Damiano Russo”.
Il risultato è una proposta articolata e coerente, capace di restituire un’immagine complessiva del cinema breve contemporaneo.
Il quadro che emerge
Se il primo appuntamento metteva a fuoco le fragilità intime, questo secondo ne amplia il raggio, spostando lo sguardo verso dimensioni più collettive.
Il cortometraggio si conferma così come uno spazio autonomo e necessario, capace di raccontare – con immediatezza e e precisione – le trasformazioni del presente.
Roberta Rutigliano





