24.03.2026 – E’ una grande emozione per Alessandro Baricco assistere, presso il Teatro Petruzzelli di Bari, alla proiezione del noto film “Amadeus” (di Milos Forman, USA 1984, 158’) – “Mi sono commosso più di quanto pensassi, nel rivedere questo film che amo molto. C’erano immagini su Mozart e Salieri, che dirigevano, la camera bassa, e tu vedevi il mezzo anello del teatro illuminato che dallo schermo girava nel nostro teatro. Un unico cerchio in questa magia molto particolare. Un’immagine fortissima. Dovreste farlo ogni anno: vedere questi film nei teatri d’opera“.

La magia di “Amadeus” al Teatro Petruzzelli

Alessandro Baricco, celebre scrittore e critico musicale italiano, forte degli studi sulla sua recente opera “Breve storia eretica della Musica Classica” (Feltrinelli, 2025), un saggio in tre atti diventato anche un podcast, si sofferma a parlare delle dinamiche dell’arte e delle sorti delle opere musicali ai tempi di Wolfgang Amadeus Mozart.

Baricco riepiloga il film per alcuni versi molto fedele e credibile nella ricostruzione dell’epoca, mentre per altri (vedi il rapporto non documentato tra Mozart e Salieri) assolutamente romanzato.

Lo scrittore estrapola dal contesto sociale del film le peculiarità dei rapporti tra marito e moglie, tra Mozart e l’amato padre, il corteo funebre senza decori, la sepoltura in una fossa comune, sotto una incessante pioggia, Mozart come il Quentin Tarantino del 700 – in una società che non aveva proprio la sacralità di alcune cose.

L’industria del divertimento e il peso della corte

Quindi” – continua Baricco: “in riferimento alla musica, è proprio la rotazione del sociale, la politica antropologica e di gusto che decide della storia. Per cui qui Salieri incarna molto bene il musicista che era perfettamente in bolla con quella società, e chi lo pagava voleva lui, e nessun altro, c’è questa cena in cui proprio eleggono lui il migliore, per noi sembra incredibile. Mozart risulta eccessivo, troppe note, una follia. Avevano un giudizio preciso ed esatto. Ci sono una serie di musicisti intorno all’imperatore perché l’industria del divertimento procede direttamente da chi aveva i soldi e fabbricava proprio dei ministeri, c’erano delle costruzioni ministeriali, non erano degli incompetenti, ma dirigenti di queste industrie pagate davvero, gente che era compatibile col pensiero e col gusto di chi pagava, molto coerenti costruivano la solidità di quel mondo. Nel film sono molto ridicolizzati i personaggi intorno alla corte, era vero che bastava in quei tempi che l’imperatore facesse un gesto con la testa o sbadigliasse una volta per decidere le sorti di un opera, di una carriera.

La musica tra la gente comune: il mistero del successo popolare

Ma è anche molto interessante pensare a che ne sapeva di quella roba lì, delle Nozze di Figaro, la gente comune. Quando dico gente non dico proprio il servo, no, dico il militare, il piccolo commerciante, l’artigiano questi qua cosa sapevano di questa musica e cosa sapevano di Mozart? E questo è un tema molto molto interessante su cui sappiamo poco, perché indubbiamente qualcosa passava.

D’altra parte quelli che non avevano molti soldi non avevano sicuramente un clavicembalo in casa, non suonavano, non avevano tempo per fare lezioni di canto, quindi come mai “Non più andrai, farfallone amoroso” era una melodia che conoscevano tutti?

Questo film in qualche modo dice che la gente conosceva questa roba e si divertiva, conosceva la storia ma non poteva nemmeno immaginarsi di essere ammessa dentro quel teatro, eppure qualcosa scendeva giù e se questo è esistito sicuramente a Mozart sarebbe piaciuto, invece Salieri lo avrebbe letto come un risultato perverso di qualcosa che era andato storto“.

Il Premio “Arte del Cinema” e il riconoscimento del Bif&st 2026

In questa edizione del Bari International Film&TV Festival, il festival della Regione Puglia, prodotto da Apulia Film Commission, Alessandro Baricco riceve il premio “Arte del cinema“, dal direttore artistico Oscar Iarussi: “Anticonformista per vocazione, intellettuale raffinato ed al contempo popolare, ha scardinato i codici tra schermo e parola, con una voce visionaria e musicale, aprendo nuove strade e linguaggi che ha attraversato, imprimendo una traccia indelebile nella nostra cultura, un riconoscimento alla sua instancabile ricerca di bellezza e di autenticità che continua ad incantarci e a interrogarci. Creatore di mondi che hanno segnato l’immaginario collettivo“.

http://www.bifest.it

Lucia Chianura