20.09.2026 – C’è una parola che più di altre sembra accompagnare la storia di Time Zones: ricerca e avanguardia.

È lungo questa direttrice che torna in scena, dal 26 settembre al 13 novembre 2026, la 41ª edizione di Time Zones – Sulla via delle musiche possibili, una delle manifestazioni più longeve dedicate alla ricerca musicale in Puglia, diretta come sempre dall’instancabile Gianluigi Trevisi, attento ricercatore di nuovi linguaggi e artisti trasversali.

Un’edizione che attraversa quasi due mesi e che propone un programma costruito intorno alla contaminazione. Non soltanto concerti, dunque, ma anche teatro, letteratura, performance, musica elettronica e composizione contemporanea. Un percorso che coinvolge Bari e altri centri del territorio, trasformando diversi luoghi della cultura e dello spettacolo in altrettante stazioni di un viaggio musicale.

Ad aprire il festival, presentato giovedì 17 settembre a Palazzo di Città (sostenuta da MiC, Regione Puglia e Comune di Bari), saranno Maurizio Minardi e Kelly Moran, due pianisti e compositori che utilizzano lo strumento in maniera profondamente personale, che si esibiranno il 26 settembre al Teatro Di Cagno di Bari. Minardi, con il progetto Piano Minimo, attraversa contemporanea, jazz, world music ed elettronica. La newyorkese Moran, invece, porta il pianoforte verso territori nei quali acustica, elettronica e tecniche estese si incontrano. Ancora una volta il pianoforte al centro, strumento tanto amato dallo stesso Trevisi, sempre alla ricerca di nuovi talenti, capace di creare mille possibilità sonore.

Dalla musica alla letteratura: il programma si allarga quindi alla parola.

Dal 2 al 7 ottobre, all’Auditorium Vallisa di Bari, la sezione “Literature”, realizzata in collaborazione con la Compagnia Diaghilev, propone due concerti letterari dedicati alla letteratura persiana classica.

Poeti Sufi e Principesse e Il Cigolio della Porta del Paradiso affidano alla voce, alla drammaturgia e alla musica il compito di avvicinare il pubblico a una tradizione letteraria lontana nel tempo e nello spazio.

La regia e la drammaturgia sono di Paolo Panaro, mentre le elaborazioni musicali sono di Giovannangelo De Gennaro.

È uno dei momenti nei quali emerge con maggiore chiarezza la natura interdisciplinare di Time Zones: la musica non rimane confinata alla dimensione del concerto, ma entra in relazione con teatro, poesia e patrimonio culturale.

La Puglia diventa una mappa sonora

Il festival non si ferma al capoluogo.

Tra Bari, Gioia del Colle e Bitonto, Time Zones costruisce una rete di appuntamenti che porta la ricerca musicale anche fuori dai luoghi abituali della grande programmazione.

Il 2 ottobre, a Gioia del Colle, arrivano gli Ondakeiki, formazione che attraversa psichedelia, dub, krautrock e cosmic music.

È una presenza significativa perché rappresenta quella componente indipendente e sperimentale che da sempre costituisce uno dei territori privilegiati del festival.

Ottobre, il mese della contaminazione

Con l’arrivo di ottobre il programma entra nel vivo.

L’11 ottobre, allo Spazio Murat di Bari, saranno protagonisti Bryan Senti ed Erland Cooper.

Il colombiano Bryan Senti, compositore e produttore, si muove tra musica contemporanea e musica per immagini. Cooper, originario delle Isole Orcadi, costruisce invece composizioni nelle quali ambient, orchestrazione ed elettronica diventano parte di un paesaggio sonoro fortemente legato alla dimensione naturale e geografica.

Due percorsi differenti che si incontrano all’interno della stessa serata.

Dal progressive al minimalismo

Il 15 ottobre sarà ancora lo Spazio Murat a ospitare il pianoforte.

Lorenzo Masotto presenterà il neoclassico Earde, mentre Elpidia Giardina proporrà Elpidia Plays Genesis, rilettura per pianoforte solo di alcuni brani dei Genesis. Due mondi solo apparentemente distanti: da una parte la modern classical, dall’altra il progressive rock riletto attraverso uno strumento e un linguaggio differenti.

Il 18 ottobre aprirà la serata 𝐀𝐝𝐫𝐢𝐚́𝐧 𝐃𝐞 𝐀𝐥𝐟𝐨𝐧𝐬𝐨 con instant theater e ricerca sonora, a seguire Sergio Sorrentino, impegnato in Glass Guitar, progetto dedicato alla musica di Philip Glass. Chitarra elettrica, live looping, video e registrazioni diventano strumenti attraverso i quali il minimalismo viene ripensato in chiave contemporanea.

Thurston Moore, una serata tra rock e improvvisazione

Tra gli appuntamenti più attesi della manifestazione c’è quello del 23 ottobre al Teatro Kismet.

Sul palco arriverà Thurston Moore, chitarrista, compositore e fondatore dei Sonic Youth, figura centrale della scena alternative rock statunitense.

La sua presenza sarà inserita in una formazione comprendente Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders, con un progetto basato sull’improvvisazione.È una serata nella quale il concetto stesso di concerto viene messo in discussione: non soltanto esecuzione di brani, ma incontro tra musicisti e costruzione della performance nel momento stesso in cui questa accade.

La serata vedrà anche la presenza del pianista statunitense David Moore.

L’elettronica all’Officina degli Esordi

Il 30 ottobre il viaggio si sposta nel territorio dell’elettronica.

All’Officina degli Esordi sarà protagonista Danalogue, nome d’arte di Dan Leavers, musicista legato anche ai progetti The Comet Is Coming e Soccer96.

Il suo lavoro mette al centro synth analogici, drum machine e sequencer, utilizzati anche come strumenti per l’improvvisazione.

La serata comprenderà inoltre il duo statunitense System Exclusive, che combina elettronica, synth, batteria dal vivo e influenze post-punk.Un appuntamento rivolto quindi a una generazione di ascoltatori abituata a considerare sempre più labile il confine tra musica elettronica, rock e performance.

Paolo Buonvino e il rapporto tra musica e immagini

Il 6 novembre, al Teatro Forma, sarà la volta di Paolo Buonvino.

Al compositore sarà assegnato il Premio Nino Rota, riconoscimento che si inserisce nel rapporto storico tra Time Zones e la musica per immagini. Buonvino porterà sul palco La Musica Oltre Le Storie, progetto nel quale le composizioni nate per cinema e televisione vengono presentate come opere musicali autonome. Un passaggio importante: la musica che normalmente accompagna un film o una serie viene sottratta alle immagini e riportata al centro dell’ascolto. Ad aprire la serata sarà Laura Masotto, violinista e compositrice che combina formazione classica ed elettronica.

Il 10 novembre il festival tornerà a incrociare musica e teatro.

Il sentimento della fine, la fine del sentire, tratto dal testo di Claudia Surico, affronta il rapporto tra percezione della catastrofe, sensibilità e capacità di reagire.

La parte teatrale sarà affidata a Leonarda Saffi, mentre la componente musicale coinvolgerà un quartetto d’archi.

La serata proseguirà con Marco Parente e Vulcani in pace, progetto realizzato insieme al compositore e sound artist Paolo Cattaneo.

Qui la musica diventa soprattutto racconto: uno spazio nel quale suono, parola e teatro possono affrontare temi contemporanei senza necessariamente ricorrere ai codici della cronaca.

Il finale a Bitonto

Il sipario sulla 41ª edizione calerà il 13 novembre al Circolo Arci Resilienza di Bitonto.

La chiusura sarà affidata a Valerio Cosi & The Spiritual Committee, con un progetto che attraversa krautrock, psichedelia, elettronica, influenze etniche e improvvisazione.La serata comprenderà anche i Magpies, progetto nato a Dublino dall’idea del musicista barese Pierpaolo Vitale e successivamente sviluppatosi in Puglia.È una conclusione che riporta il festival verso il territorio e, allo stesso tempo, ribadisce la sua vocazione internazionale.

Il Festival delle musiche possibili, dopo quarantuno anni, continua inesorabile il suo percorso di ricerca e lo fa attraverso una geografia che comprende Bari e altri luoghi della provincia, creando una sorta di mappa sonora della Puglia contemporanea.

Il titolo del festival, Sulla via delle musiche possibili, diventa così anche una dichiarazione d’intenti. Perché quelle musiche possibili non sono necessariamente quelle già conosciute. Sono quelle ancora da scoprire, quelle che nascono dall’incontro tra linguaggi diversi e quelle che chiedono all’ascoltatore di abbandonare, almeno per qualche ora, le proprie coordinate abituali.

IL PROGRAMMA IN SINTESI

  • 26 settembre – Bari, Teatro Di Cagno: Maurizio Minardi / Kelly Moran
  • 2 ottobre – Gioia del Colle: Ondakeiki
  • 2-7 ottobre – Bari, Auditorium Vallisa: Poeti Sufi e Principesse / Il Cigolio della Porta del Paradiso
  • 11 ottobre – Bari, Spazio Murat: Bryan Senti / Erland Cooper
  • 15 ottobre – Bari, Spazio Murat: Lorenzo Masotto / Elpidia Giardina
  • 18 ottobre – Bari, Spazio Murat: Adrián de Alfonso / Sergio Sorrentino
  • 23 ottobre – Bari, Teatro Kismet: David Moore / Thurston Moore, Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders
  • 30 ottobre – Bari, Officina degli Esordi: Danalogue / System Exclusive
  • 6 novembre – Bari, Teatro Forma: Paolo Buonvino / Laura Masotto
  • 10 novembre – Bari, Teatro Forma: Il sentimento della fine, la fine del sentire / Marco Parente
  • 13 novembre – Bitonto, Circolo Arci Resilienza: Valerio Cosi & The Spiritual Committee / Magpies

https://www.timezones.it/

Claudia Mastrorilli   

Tutti i diritti sono riservati. Le fotografie sono utilizzate esclusivamente a fini editoriali e sono state gentilmente concesse dall’Ufficio Stampa di Time Zones.