13.08.2025 – Gentile e sottile come il filo d’erba che utilizza come strumento musicale in uno dei suoi reels virali creato in occasione dell’Eurovision, “con lo stesso nome del nonno che non lo ha visto cantare”, Lucio Corsi, ha acceso i cuori degli spettatori presenti alle Cave del Duca di Lecce.

Dopo la fortunata partecipazione alla serie televisiva di Verdone, “Vita da Carlo“, il secondo posto al Festival di Senremo 2025, con la canzone Volevo essere un duro che ha rappresentato l’Italia all’Eurovision ed è diventata disco di platino, “il nuovo Lucio nazionale” ha attraversato la penisola con il suo tour registrando profonda partecipazione e moltitudine di consensi.

Con anni di impegno costante impiegati nella realizzazione degli album Bestiario musicale, Cosa faremo da grandi?, La gente che sogna, al fianco dell’etichetta Sugar Music, il brano “Volevo essere un duro” consegna Lucio Corsi al successo, lo rivela pronto per fare l’artista, con trucco e abiti di scena, spalline a farfalla, e tanto rispetto per il palcoscenico.

E’ questo che traspare dalle esibizioni nei suoi concerti, l’aria si fa leggera, lui si avvicina alla gente e spalanca le porte sui suoi mondi, fantasiosamente reiventati ed intrisi di poesia, vintage e rock’ n’ roll, senza fronzoli ed effetti speciali. L’autore funziona perchè è coerente, nelle sue canzoni c’è il suo sguardo sul mondo, il suo approccio alla vita.

Così i brani si fondono con la vita reale e l’amico, fotografo di Volpiano, Francis Delacroix  (come l’omonima canzone dell’album) spesso appare nel corso dei suoi concerti come un personaggio fiabesco ed immaginario – “che non gli ha mai detto una bugia”

Un prezioso supporto gli è dato dall’amicizia fraterna ed artistica con il chitarrista e regista  Tommaso Ottomano, con cui si è esibito a Sanremo e a Basilea, e in diverse date del Volevo essere un duro tour.

In molti nel panorama musicale italiano ed internazionale si sono espressi sulla sua figura, porgendo segni di ammirazione e sostegno, da Vasco Rossi ad Ed Sheeran.

Tanti altri hanno visto in lui somiglianze con David Bowie, Rino Gaetano, Renato Zero, Roberto Benigni ma nato a Grosseto nel 1993, cresciuto in provincia, a Vetulonia, Lucio che “ha imparato come stare al mondo, dagli ulivi nella rete, che si inchinano soltanto sotto al peso della neve”,  – “non è altro che Lucio”.

Fondamentalmente Lucio Corsi ci appare famigliare perchè incarna un bisogno che tutti abbiamo di gentilezza e di poesia, magico come il burattino di Collodi, leggero e fragile, quasi fosse fatto di solo spirito, con una energia straordinaria che si propaga e si espande ovunque bussando alle coscienze e richiamando il bambino che è dentro ognuno di noi, affichè ci resti accanto per conservare la poesia dell’infanzia e quella leggerezza necessaria per affrontare le turbolenze della vita.

“Questa vita ci schiaccia, ma non ha alcun peso, siamo talmente tante ombre diverse che formano l’arcobaleno”.

Lucia Chianura