24.07.2026 – Al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca debutta sabato 25 luglio (repliche 28, 31 luglio, 2 agosto ore 21) nella cornice di Palazzo Ducale, in prima rappresentazione assoluta, una delle opere più celebri al mondo, in una versione mai finora messa in scena. È la Carmen di Georges Bizet, nella partitura originariamente predisposta dal compositore francese nel 1874, prima che i dirigenti dell’Opéra-Comique di Parigi chiedessero importanti cambiamenti in vista della prima del 3 marzo 1875. Grazie al lavoro critico di Paul Prévost, l’editore Bärenreiter è tornato ai manoscritti autografi della versione pensata dal compositore restituendo una Carmen nella sua forma originale di opéra-comique, con l’ampio uso dei mélodrames, dialoghi recitati sullo sfondo di un prezioso accompagnamento orchestrale. Già eseguita da René Jacobs nel 2024 a Parigi e ad Amburgo, ma solo in forma di concerto, l’opera vede finalmente la sua prima esecuzione italiana e la prima rappresentazione al mondo a Martina Franca, fra le novità della 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria curata dalla direttrice artistica Silvia Colasanti.
Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari e il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi offrendo per la prima volta nella sua lunga carriera internazionale la lettura del capolavoro di Bizet: regia, scene e costumi (questi ultimi insieme a Carla Galleri) sono di Denis Krief, artista di grande e consolidata esperienza che torna a Martina Franca dopo una lunga assenza. Nel ruolo del titolo il mezzosoprano turco-tedesco Deniz Uzun, mentre il soprano moldavo Natalia Tanasii sarà Micäela; nel cast principale ritroviamo anche il tenore Matteo Lippi (Don José) e il baritono Alessandro Luongo (Escamillo), cui si affiancano il basso Diego Maffezzoni (Le lieutenant) e le giovani voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (Ariadna Vilardaga/Marina Fita Monfort Frasquita, Greta Carlino Mercédès, Matteo Urbani Le Remendado, Qiming Xie Le Dancaïre, Andrea Ariano Moralès, João Campelo Andrés).
UN’ALTRA CARMEN
«Sintesi del suo lavoro di compositore, Bizet annotò la musica della sua opera in un grande manoscritto nel quale apportò egli stesso alcune correzioni. Lo trasmise poi al servizio di copiatura dell’Opéra-Comique per preparare la grande partitura e il materiale orchestrale destinati alle rappresentazioni. Fondamentalmente basata su queste fonti, quest’“altra Carmen” è dunque il frutto dell’immaginazione creativa di Bizet, prima che gli interventi esterni e la prova delle ripetizioni e della messa in scena modificassero il suo pensiero. È l’opera di un musicista, prima di qualunque pressione da parte degli interpreti, del direttore del teatro, del pubblico o della critica. Il risultato testimonia un’infinita fecondità musicale, probabilmente eccessiva per il teatro dell’Opéra-Comique e per il suo pubblico del 1875», racconta Paul Prévost che ha curato la nuova edizione critica.
È noto che, su richiesta dell’interprete del ruolo, l’allora celebre soprano Célestine Galli-Marié, Bizet sostituì l’inedita aria d’ingresso – che si ascolterà nell’edizione originale – con la celeberrima Habanera che dunque non era presente nella versione 1874 e che comportò con la sua aggiunta una ricomposizione generale della fine del primo atto. «L’accompagnamento dei ‘mélodrames’ (dialoghi parlati su un fondo orchestrale) fu soppresso. Troppo complessa, la polifonia dei cori fu alleggerita e importanti tagli eliminarono vari passaggi. Difficile per l’orchestra, difficile per i cori, che non cessavano di richiedere semplificazioni» conclude il musicologo francese.
«È una “Carmen” contraria alla tradizione che si è stabilita, una tradizione verista, purtroppo – spiega il direttore Fabio Luisi –. “Carmen” non è nata come opera verista ma come opéra-comique. L’idea originaria conferiva all’opera un accento molto più leggero ed elegante, “Carmen” è un’opera sulle punte. Non trovo altra espressione che un lavoro di eleganza. Credo che non aver mai diretto la “Carmen” tradizionale sia per me di grande aiuto per questa operazione. È una sfida che mi è piaciuta accettare perché sono convinto della sua validità».
Carmen non fu creata dunque in un teatro qualsiasi, ma in un’istituzione con una sua tradizione e un suo pubblico, da cui le molteplici pressioni sul compositore. Quanto al prudente editore Choudens, questi chiese il massimo dei tagli e delle semplificazioni sin dalla prima edizione per canto e pianoforte uscita nel 1875, l’unica pubblicata quando Bizet era ancora in vita. Come è noto, il compositore francese morì prematuramente tre mesi dopo la prima, senza poter assaporare il successo che arrivò solo successivamente e che ha reso Carmen una delle opere più conosciute in tutto il mondo. «Far vedere sulla scena dell’Opera-Comique, nel 1875, delle operaie che fumano nella pausa di un lavoro estenuante e che, per di più, vengono molestate da borghesi o poliziotti, maschi alla ricerca di facili avventure, significava che gli autori volevano porre la società davanti allo specchio – spiega il regista Denis Krief –. Un po’ come Manet, che qualche anno prima, dopo lo scandaloso quadro “Olympia”, esaspera l’ordine borghese ufficiale con i suoi dipinti. Come Manet per la sua pittura, questa drammaturgia e questa musica non piacquero al pubblico della prima rappresentazione: se il primo atto fu accolto con successo, l’entusiasmo andò scemando durante la serata, considerata come “un four”, quello che i francesi dicono per uno fiasco pubblico». Un’opera senz’altro rivoluzionaria: libera e indomita, Carmen vuole vivere la sua vita e preferirebbe morire piuttosto che sottomettersi alla volontà di un uomo. Morirà uccisa dal suo amante respinto, con il finale tragico che offusca le convenzioni del genere, nell’atmosfera infuocata della corrida, circondata dalla musica di una delle opere più rappresentate nella storia del melodramma.
L’ALTRO BIZET
Come tradizione, ad approfondire i compositori in programma del Festival ci sono i Concerti del sorbetto. Sabato 25 luglio alle ore 18 nel Chiostro delle Agostiniane, ad anticipare la prima di Carmen, sarà “L’altro Bizet” con un omaggio alla celeberrima opéra-comique, ma anche ai ritmi, alle melodie e all’universo culturale che hanno dato vita allo sviluppo della musica francese di ispirazione spagnola. Il pianista Francisco Manuel Soriano e i cantanti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (il soprano Julia Rey Reina, il mezzosoprano Elisabetta Ricci e il tenore Haotian Ma) conducono il pubblico in un viaggio fra le liriche di Pauline Viardot e di alcuni grandi compositori romantici francesi come Gounod, Delibes, Massenet e Saint-Saëns. Il percorso si apre poi a sguardi più moderni, con la musica di Ravel e Debussy, in cui reminiscenze spagnole vengono trasformate in materia raffinata e sensuale. Al termine del concerto la tradizionale degustazione di un fresco sorbetto.
CARMEN di Georges Bizet
Opéra-comique in quattro atti
su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, da Prosper Mérimée
Prima versione composta nel 1874
Edizione critica Bärenreiter, a cura di Paul Prévost
25, 28, 31 luglio, 2 agosto, ore 21
Palazzo Ducale, Martina Franca
Fabio Luisi direttore
Denis Krief regia, scene, luci
Carla Galleri, Denis Krief costumi
Deniz Uzun Carmen mezzosoprano
Matteo Lippi Don José tenore
Natalia Tanasii Micaëla soprano
Alessandro Luongo Escamillo baritono
Ariadna Vilardaga* (25, 28/7) / Marina Fita Monfort* (31/7, 2/8) Frasquita soprano
Greta Carlino* Mercédès soprano
Matteo Urbani* Le Remendado tenore
Qiming Xie* Le Dancaïre tenore
Andrea Ariano* Moralès, brigadier baritono
Diego Maffezzoni Le lieutenant basso
João Campelo* Andrés tenore
Andrea Angelini Lilas Pastia, aubergiste (ruolo parlato)
Chœur des cigarières, bohémiennes et bohémiens, soldats,
jeunes gems, hommes du peuple
Orchestra e coro del Teatro Petruzzelli di Bari
Marco Medved maestro del coro
Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi
Angela Lacarbonara maestro del coro
Prima rappresentazione assoluta in forma scenica
Nuova produzione del Festival della Valle d’Itria
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25 luglio · ore 18
Chiostro delle Agostiniane, Martina Franca
CONCERTI DEL SORBETTO
L’altro Bizet
Julia Rey Reina* soprano
Elisabetta Ricci* mezzosoprano
Haotian Ma* tenore
Francisco Manuel Soriano pianoforte
Pauline Viardot, Seguidilla de los oficialitos, Caña española, Le Toréador, El corazón triste, Je n’aime pas les toreros, El fandango del diablo
Georges Bizet Boléro
Léo Delibes Les filles de Cadix
Charles Gounod La siesta
Jules Massenet Nuit d’Espagne
Gioachino Rossini Les amants de Séville
Pauline Viardot Habanera a dos voces
* Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” di Martina Franca
Foto di Cinzia Coppolecchia
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