26.05.2026 – Il Chiostro della Chiesa di San Domenico a Martina Franca (Ta) ha ospitato, tra il 22 e il 24 maggio 2026, l’esito scenico di un progetto di teatro sociale dal titolo “Carmen e le altre ragazze straordinarie”. L’iniziativa, parte delle celebrazioni per i 150 anni dell’opera al Festival della Valle d’Itria, vede la Fondazione Paolo Grassi in collaborazione con la Compagnia L’Albero, esploratrici del concetto di “opera di comunità”, trasformando il capolavoro di Georges Bizet in uno strumento di indagine collettiva, un manifesto di emancipazione e riscatto.

Carmen di Georges Bizet, per chi non l’avesse mai vista, racconta la tragica storia di una passionale sigaraia gitana e di Don José, un soldato che perde la testa per lei. Accecato da una gelosia ossessiva quando Carmen lo abbandona per il torero Escamillo, Don José la ucciderà poco prima della corrida.
Il metodo: l’opera come pretesto
Il progetto, promosso dalla Fondazione Paolo Grassi, ha inteso smontare la narrazione classica di Carmen per ricomporla attraverso le lenti del presente. 90 ragazze tra i 15 e i 19 anni, affiancate da professionisti, hanno lavorato per settimane all’interno del laboratorio “Matram“, un termine che evoca l’atto di intrecciare, ed è questo che hanno fatto: “intrecciare le storie delle singole persone con la storia di un’opera “.

L’obiettivo è stato chiaro fin dall’ideazione: utilizzare la partitura e la drammaturgia come un “fuoco”, un centro gravitazionale attorno al quale le giovani hanno potuto innestare le proprie narrazioni, le proprie paure e le proprie speranze.
Il materiale emerso durante i laboratori — tra cui improvvisazioni vocali e narrazioni personali — è stato rielaborato per la scrittura della partitura e della drammaturgia definitiva. Il coordinamento artistico è stato affidato ad Alessandra Maltempo e Vania Cauzillo, con il supporto del drammaturgo Andrea Ciommiento e di un ensemble di musicisti.
