23 maggio 2026 – Bari ha dato giovedì, nella gremita chiesa dell’Annunciazione nel quartiere Poggiofranco, l’ultimo affettuoso saluto a Gigi Schiavariello. L’incredibile folla che ha partecipato ai funerali non è stata solo una dimostrazione implicita di affetto, ma la testimonianza di quanto la sua figura fosse radicata nell’anima di chiunque lo abbia conosciuto.

La forza di un leone, il cuore di un rocker
Gigi, che avrebbe compito 52 anni questa estate, ha combattuto contro la malattia con la forza di un leone, senza mai perdere quella luce che lo rendeva speciale. Ancora a gennaio, sul palco di Piazza del Ferrarese, nel contesto Capodanni di Puglia, era lì con i suoi Bread&Pussy, a sprigionare quel rock “ignorante” capace di unire tutti, dai veterani della scena ai più giovani.
Una famiglia unita nel dolore e nella dignità
È proprio in questa dignità, intatta fino all’ultimo, che Gigi ha saputo trascinare chi gli stava accanto: la moglie Rosa, la figlia Silvia – con la quale condivideva la profonda passione per la musica – il figlio Lamberto, la madre e i fratelli, che hanno vissuto questo momento di dolore con una compostezza esemplare.
Il ricordo vivo nel segno della musica
Durante la cerimonia, la proiezione del videoclip della band ha restituito in chiesa il Gigi più autentico: il “gigante buono” capace di nascondere una tenerezza rara dietro una carica travolgente, tra le testimonianze d’affetto di amici, parenti e colleghi, sempre intense, per quanto diversi fossero i contesti vissuti.
Una storia costruita insieme ai compagni di viaggio
Il suo percorso musicale è stato un pezzo di storia vissuta con compagni di viaggio insostituibili. Gigi ha costruito legami profondi con i musicisti che hanno condiviso il palco con lui: Vincenzo Rascia alla batteria, Alessio Virno alla chitarra, Sergio Surico alla chitarra e Joe Leali al basso, e altri che nelle stagioni diverse del gruppo hanno contribuito a rendere grande la band, come i bassisti Tullio Ciriello e Maurizio Fortuna, Massimo Brunialti (chitarra e pianoforte) e tutti gli altri amici che hanno fatto parte del suo percorso artistico.

Un saluto a volume alto, come la sua risata
Il saluto non si è fermato in chiesa. La serata è proseguita al Crossroad Saloon, dove un mare di amici si è riversato, come tante altre volte, per condividere ricordi e salutarlo fino a notte fonda, mentre tra sorrisi e lacrime correva la riproduzione dei suoi video e si riempivano pinte di birra. Non è stata una celebrazione di addio, ma una festa a volume alto, un atto di amore necessario. Ci mancherà la sua presenza fisica, ma quella sua risata, grassa, grossa e contagiosa, continuerà a risuonare per sempre in chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo cammino.
Gigione da Gigi Schiavariello, Pierluigi per sua madre, il “gigante buono“che fingeva di ingoiare le bacchette della batteria come fossero grissini, se ne va, lasciandoci la lezione di un uomo che ha saputo vivere a ritmo di rock e morire con la dignità dei grandi. Arrivederci Gigi.
Lucia Chianura
