05.08.2026 – Balli, canti, fiabe, ricette e parole di una lingua antica che continua a raccontare l’identità del Salento. Sabato 8 e domenica 9 agosto, dalle 19 alle 23.30, l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, a pochi chilometri da Lecce, ospiterà la prima edizione di “Grika. Balli, canti, racconti e ricette di un ponte tra culture”, manifestazione ideata dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano per valorizzare la cultura della minoranza ellenofona della Grecìa Salentina.
Le due serate attraverseranno tre nuclei centrali – la musica, la cucina e la lingua – per ricostruire il dialogo millenario tra Oriente e Occidente che ha modellato il territorio salentino. Un racconto che trova nell’Abbazia di Cerrate un luogo particolarmente significativo: qui si insediarono i monaci provenienti dall’Impero Bizantino, portando con sé il rito orientale, la lingua greca e una tradizione spirituale differente da quella latina.
Nel corso dei secoli l’influenza bizantina ha lasciato tracce nei nomi dei paesi, nelle feste, nelle consuetudini quotidiane, nella cucina e soprattutto nel griko, ancora oggi studiato e tramandato all’interno delle comunità della Grecìa Salentina. Proprio la tutela di questo patrimonio immateriale è al centro dell’iniziativa promossa dal FAI, realizzata con il sostegno di Fondazione CDP nell’ambito del bando “Per l’Italia del Futuro”.
L’evento
Durante entrambe le giornate, dalle 19 alle 23.30, “La curte dei sapori griki” riunirà produttori e cantine locali attorno a una lunga tavola condivisa. I visitatori potranno assaggiare piatti della tradizione come l’insalata grika di Martignano, il “Cuturusciu” di Calimera, la “Scéblasti”, i legumi di Zollino e i vini delle cantine di Cutrofiano. Ogni specialità sarà accompagnata dal racconto delle sue origini e del rapporto con la comunità da cui proviene.
Nella Casa del Massaro sarà, inoltre, proiettato il video “Visioni dalla Grecìa Salentina”, curato dalla Cooperativa sociale Open di Parco Palmieri di Martignano. Il percorso audiovisivo restituirà riti, feste e pratiche della cultura grika: dai carbonai di Calimera alla Festa dei Lampioni, dai Canti di Passione alle strine natalizie, fino alla Notte della Taranta e alle tradizioni alimentari legate alle ricorrenze religiose.
Alle 20, alle 21 e alle 22 partiranno le visite guidate dedicate alla doppia identità di Cerrate, prima monastero di rito bizantino e successivamente masseria fortificata. Dalle 20 alle 23, invece, bambini e adulti potranno partecipare al laboratorio “Fiabe, filastrocche e giochi in griko”, condotto dalla docente Sandra Abbate.
Il programma
Il programma di sabato 8 agosto si aprirà alle 19.30 con l’incontro “La dieta dei monaci, i legumi e il vino”, a cura dei professori Alessandro Capone e Vito Michele Paradiso dell’Università del Salento. Il racconto delle abitudini alimentari dei monaci bizantini sarà accompagnato dalla degustazione di vini e varietà locali, tra cui la fava bianca e il pisello nano di Zollino. Gianlorenzo Vacca, presidente dell’associazione Grika Milume, interverrà, inoltre, sull’attivismo civico legato alla tutela della lingua.
Dalle 20.30 il gruppo Arakne Mediterranea guiderà il pubblico in un laboratorio di canti e balli dedicato alle diverse espressioni musicali della Grecìa Salentina, dai canti di lavoro e di Passione alla pizzica. La compagnia animerà poi “L’Abbazia in festa”, con due momenti di concerto partecipato tra tarantelle, serenate, ninne nanne, stornelli e cantilene in griko.
Domenica 9 agosto, alle 19, il coro e l’orchestra dell’Istituto Comprensivo “Corigliano d’Otranto, Castrignano dei Greci, Melpignano” inaugureranno la serata con “Note di griko”. Alle 20 seguirà l’incontro “La dieta dei monaci, il pane e i suoi simboli”, con Alessandro Capone, Marcello Aprile e David Montefrancesco, dedicato al valore religioso e comunitario del pane nella cultura bizantina.
Dalle 21, il cantautore e poeta Rocco De Santis e il docente e musicista Mattia Manco accompagneranno il convivio con canti, stornelli e racconti popolari. I due artisti concluderanno la manifestazione nel cortile dell’Abbazia con un concerto in cui il griko tornerà a risuonare come lingua viva, capace di custodire la memoria e, allo stesso tempo, di raccontare il presente.
“Grika” si presenta, così, non soltanto come una festa, ma come un viaggio nella storia di un territorio che da secoli vive dell’incontro tra culture diverse. Un patrimonio fragile e prezioso che l’Abbazia di Cerrate, ancora una volta, si prepara a restituire alla comunità.
Roberta Rutigliano
Foto in copertina: Lorenzo Cicconi Massi ©-FAI
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