8.07.2015 – Difficile non pendere dalle labbra di Paolo Panaro. L’esperienza di chi lo ascolta in teatro durante uno spettacolo, nei suoi workshop o anche nella nostra intervista è di un calore che avvolge e ti fa sentire comodo. Panaro ci racconta perchè ha scelto di fare teatro, qual è il rapporto con i suoi personaggi, da lui scelti e amati e perchè il teatro italiano a volte non funziona come dovrebbe. Ottimi spunti di riflessione.

Biografia

Paolo Panaro, attore,  regista, studioso, persona curiosa e piacevole da conoscere.

Si diploma nel 1988 presso la Scuola di Interpretazione ed Espressione Scenica diretta da Orazio Costa Giovangigli. In seguito, collabora con registi ed attori quali Luca Ronconi, Walter Pagliaro, Roberto de Simone, Massimo Venturiello, Roberto Herlitzcha, Lucilla Morlacchi. Prende parte a diversi sceneggiati radiofonici prodotti dalla RAI. Da qualche anno lavora stabilmente come attore e regista con il Centro Diaghilev presso la Casa dei Doganieri di Mola di Bari.

In qualità di attore ha preso parte a diverse produzioni teatrali e parallelamente  porta avanti un’accurata ricerca sulla narrazione scenica, rifacendosi alla tradizione canterina degli antichi cantastorie e affabulatori e divenendo uno dei pochissimi specialisti del raccontare orale.

Ha realizzato alcuni spettacoli narrativi ispirati ai classici della letteratura italiana (La favola de Zoza da Giambattista Basile, Mille e una Notte di autore anonimo, La Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, Baldus da Teofilo Folengo), prestando attenzione anche alla letteratura contemporanea (Perros de España di Fabrizio Dentice). Per il Centro Diaghilev ha firmato la regia della Commedia del Convento di Santa Pasca, tratta da Le religiose alla moda di Giocchino Dandolfi. Con la regia di Simona Gonella ha interpretato I Viceré di Federico De Roberto, La zia d’America di Leonardo Sciascia, Un amore di Swann di Marcel Proust, Anfibi Rossi da Dei bambini non si sa niente di Simona Vinci. Con la regia di Daniele Abbado ha preso parte agli spettacoli Zarathustra da Friedrich Nietzsche e Dialoghi con l’angelo da Gitta Mallasz.