17.04.2016 – Inizierà domani la XVII Edizione del Festival del Cinema Europeo che si terrà fino al 23 Aprile presso la Multisala Massimo di Lecce.

L’edizione di quest’ anno è dedicata a Morando Morandini, membro del Comitato dei Garanti del Festival fin dalla sua nascita.

“Morando ci ha accompagnato in questi 16 anni di vita del festival, per mano e con amicizia, siamo onorati che ci sia stato sempre accanto – sottolineano i direttori La Monica e Soldano -. Nel segno dell’uomo e del grande professionista desideriamo dedicargli la XVII edizione del Festival del Cinema Europeo”.

In programma lunedì 18 aprile alle ore 20.00 il film di apertura del Festival ASINO VOLA di Paolo Tripodi e Marcello Fonte, una produzione Tempesta Film con Rai Cinema ed il contributo MIBACT, interpretato da Luigi Lo Cascio, Francesco Tramontana, Antonello Pensabene e Silvia Gallerano, con le voci di Lino Banfi e Maria Grazia Cucinotta che saranno presenti al Festival insieme ai registi e a Francesco Tramontana.

Lino Banfi e Maria Grazia Cucinotta, testimonial dell’AILR – Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma, hanno accettato con entusiasmo di partecipare al film prestando le voci ai due animali “parlanti”, l’asino Mosé e la gallina ‘Ngiulina.

Il Festival sostiene l’AILR – Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma: parte del ricavato della serata di proiezione è devoluto all’Associazione per sostenere l’acquisto di un macchinario oculistico che permette il controllo dello stato della malattia senza dover ricorrere all’anestesia sui giovani pazienti.

La storia era coinvolgente e semplice come una favola – afferma il produttore Carlo Cresto-Dina – i personaggi perfettamente delineati, gli autori inarrestabili, la musica coinvolgente… come fare a non innamorarsi del progetto? Con ASINO VOLA abbiamo prodotto un film per bambini e famiglie, nato e cresciuto in una piccola comunità di Reggio Calabria ma pronto a parlare a milioni di bambini in tutto il mondo”.

Nel corso della serata Lino Banfi riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera per “aver costantemente associato alla propria immagine di attore tra i più amati in Italia, una particolare attenzione ai problemi delle persone meno fortunate e soprattutto ai bambini“.

Krzysztof Zanussi e Andrzej Zulawski insieme a Christian De Sica e Elio Germano sono i protagonisti della XVII edizione del Festival del Cinema Europeo.

La sera del 19 aprile il regista polacco Krzysztof Zanussi, presentato dal critico Bruno Torri e dall’On. Rocco Buttiglione, riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera. Al termine dell’incontro con il pubblico, Zanussi introdurrà Obce cialo/Corpo estraneo, il suo film più recente che verrà distribuito da LAB80, un dramma psicologico che mette in scena lo scontro tra il cinismo di certe realtà aziendali e un idealismo tutto giovanile.

A due mesi dalla sua scomparsa, il Festival dedica, con una retrospettiva di dieci film, un Omaggio ad Andrzej Zulawski, grande regista polacco, a lungo vissuto in Francia, autore di un cinema provocatorio e controverso.

Per quanto riguarda il cinema italiano venerdì 22 aprile Laura Delli Colli e Fausto Brizzi presenteranno la serata dedicata a  Christian De Sica nel corso della quale gli consegnato l’Ulivo d’Oro alla Carriera e sarà proiettato in anteprima il suo ultimo film da protagonista, Fraülein – Una commedia d’inverno.

Elio Germano sarà al Festival la sera del 20 aprile per ritirare l’Ulivo d’Oro alla Carriera e sarà protagonista di un incontro col pubblico condotto dal Presidente del SNGCI Laura Delli Colli.

Dieci i film in anteprima nazionale individuati dal Comitato di Selezione composto da Cristina Soldano, Alberto e Luigi La Monica.

La Giuria del Concorso Lungometraggi, presieduta da Roberto Olla e composta da Alessia Barela, Antonin Dedet, Karel Och, Maria Sole Tognazzi, assegnerà l’Ulivo d’Oro e 5.000 € al Miglior Film, il Premio Speciale della Giuria, il Premio per la Migliore Fotografia ed il Premio per la Migliore Sceneggiatura. Sempre tra i film del Concorso, saranno assegnati anche il Premio Fipresci (Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica), attribuito dalla Giuria composta da Giuseppe Sedia, Rene Marx, Martin Kanuch; il Premio Cineuropa attribuito dalla Giuria composta da Valerio Caruso e Jeremy Zelnik; e il Premio del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani per il Miglior Attore Europeo attribuito dalla Giuria presieduta da Laura Delli Colli.

I dieci lungometraggi:

Baby(a)lone di Donato Rotunno (Lussemburgo, 2015), non ha come sfondo le bidonvilles o gli universi di povertà esotica dei paesi caldi, ma l’Europa di oggi, quell’Europa che si sforza di offrire tutto alle generazioni future, ma non ciò di cui hanno naturalmente bisogno, l’amore autentico delle figure parentali ed una società dell’etica del dovere. Storia di un salto in un avanti brutale e violento che segna la vita dei tredicenni protagonisti, in fuga da un reale che non tollerano, dei loro momenti di felicità e di un benessere che non hanno mai conosciuto. Una storia d’amore, anzi una storia che racconta la mancanza d’amore .

Chromium di Bujar Alimani (Albania, 2015), è racconto di formazione inquadrato in un ampio dramma familiare, che focalizza la transizione del protagonista ribelle verso la maturità e il conflitto verso la figura paterna in seno ad una famiglia disfunzionale.

Dora or The Sexual Neuroses of Our Parents di Stina Werenfels (Svizzera, 2015), adattamento della piéce del drammaturgo svizzero Lukas Bärfuss, è una rappresentazione non convenzionale  della disabilità mentale. La diciottenne Dora soffre di un ritardo di apprendimento. Sospese per volontà della madre le medicine che ne sedavano la vitalità, scopre aspetti della vita che le erano preclusi e tra essi, impellente e pervasiva, la sessualità.

Hector di Jake Gavin (Inghilterra, 2015) interpretato dall’attore scozzese Peter Mullan, è un potente studio di carattere del clochard protagonista, che, abbandonati famiglia e lavoro, da quindici anni vive sulle strade. E’ anche lo sguardo profondo del regista su coloro che, patendo le colpe di una società che manca di pensiero logico, vivono ai margini.

Ivy di Tolga Karaçelik (Turchia, 2015) ispirato dalla poesia di Samuel Coleridge The Rime of the Ancient Mariner, è una riflessione sulla caduta dell’autorità e sull’ambiguità del rapporto fra sei uomini costretti a vivere in una situazione di caos e disperazione su una nave cargo, al largo dell’Egitto perché la compagnia è andata in bancarotta.

Lily Lane di Bence Fliegauf (Ungheria, 2016) narra la storia di una madre e di un figlio alle prese con questioni esistenziali.

One of us di Stephan Richter, (Austria, 2015), sì interroga sull’insensatezza di una sparatoria realmente accaduta nel 2009 in un supermercato di una periferia urbana austriaca, senza strutture in cui soprattutto i giovani possano scoprire ed alimentare le loro potenzialità. La sparatoria costò la vita ad un diciottenne e suscitò accesi dibattiti sul comportamento degli agenti di polizia.

Our everyday life di Ines Tanović (Bosnia – Herzegovina, 2015) traccia il profilo di una parte della società borghese bosniaca di oggi non povera, ma neanche felice, che, delusa da una guerra che non ha portato ad alcuna vittoria ma ha azzerato la giovinezza dei più, non ha ancora trovato la sua giusta dimensione.

The cleaner di Peter Bebjak (Slovacchia, 2015) scandaglia i condizionamenti genetici della psiche umana che possono far deviare dalle forme accettabili della personalità e, come accade al protagonista, oltrepassare i limiti del comportamento.

Virgin Mountain di Dagur Kári (Islanda, 2015) racconta di Fusi, un quarantenne che non ha ancora trovato il coraggio di entrare nel mondo degli adulti, un uomo enorme con un cuore grande, che come un sonnambulo attraversa la vita quotidiana dove la routine padroneggia. Quando una donna vivace ed una ragazzina di 8 anni entrano inaspettatamente nella sua vita, Fusi è costretto a fare un salto nella luce della vita autentica.

Tutti i registi incontreranno il pubblico al termine delle proiezioni.

Vi abbiamo voluto dare solo le indicazioni principali di questa magnifica manifestazione ma gli eventi sono davvero tantissimi e spaziano anche nel sociale con il festival nel carcere, due proiezioni verranno infatti portate all’interno della Casa Circondariale di Lecce.

Introdotti da Luciana Castellina, l’attore Elio Germano accompagnerà la visione de La nostra vita di Daniele Luchetti (2010) ed il regista Alessandro Piva quella di Milionari (2014).

http://www.festivaldelcinemaeuropeo.com/