15.10.2026 – Ci sono incontri importanti che sfociano in progetti interessanti come quello del MEAM, Museo Etnografico Africa-Mozambico, grazie alla collaborazione tra il direttore e curatore Fra Andrea Viscardi e i volontari del Fondo per l’Ambiente Italiano di Giovinazzo. L’invito è quello di far conoscere la preziosa raccolta di manufatti storici, oggetti d’arte, maschere, strumenti musicali e testimonianze della cultura materiale del Mozambico, legati alla secolare attività missionaria dei Frati Cappuccini di Puglia nel paese africano.
La presenza dei frati pugliesi e lucani in terra africana è cominciata ufficialmente nel 1951, quando il primo gruppo composto da cinque sacerdoti e tre fratelli sbarcò nella regione della Zambesia. La missione in Mozambico dei Frati Cappuccini di Puglia è una storia di solidarietà e condivisione iniziata oltre settant’anni fa. Inizialmente l’ingente patrimonio raccolto dai missionari era custodito nei locali del convento di Santa Fara, a Bari, il cuore pulsante e il quartier generale in Italia per il coordinamento delle attività cappuccine.
Dal 2018 il museo raccoglie e custodisce la collezione all’interno di uno spazio espositivo situato a Giovinazzo, all’interno del complesso conventuale dei Frati Cappuccini.
Maschere rituali, monili, strumenti musicali, armi, oggetti di vita quotidiana e persino una canoa, sono disposti nei locali dell’ex seminario – completamente ristrutturati e adattati a spazio museale grazie a un cofinanziamento POR della Regione Puglia.
Dal 7 novembre e regolarmente il primo sabato di ogni mese, dalle ore 16.00 alle ore 19.00, sarà possibile seguire l’esperienza formativa e interculturale grazie al contributo dei volontari FAI di Giovinazzo.
Le visite sono a contributo libero e si svolgono ogni 15 minuti per gruppi di massimo 20 persone.
Informazioni
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