9.01.2026 – Tra le più affermate violiste della scena internazionale, già prima viola dei Berliner Philharmoniker e a lungo collaboratrice di Claudio Abbado, Danusha Waskievicz è colei alla quale è affidata la concertazione del prossimo concerto dell’Accademia dei Cameristi di Bari, lunedì 12 gennaio alle 20.30 in Vallisa con replica martedì alle 20 al teatro Sociale di Fasano.
Ospite per la prima volta del progetto diretto da Mariarita Alfino, Danusha Waskievicz suonerà in formazione di quartetto con pianoforte al fianco di tre musicisti italiani, giovani ma già avviati a una brillante carriera: Elisa Spremulli al violino, Clemente Zingariello al violoncello e Federico Pulina al pianoforte.
Insieme esploreranno due pagine molto diverse ma altrettanto dense del repertorio cameristico europeo, il Quartetto in la minore di Turina op. 67 e il Quartetto in la maggiore op. 26 di Brahms.
Opera della piena maturità del compositore spagnolo, il Quartetto op. 67 (1931) riflette l’attenzione di Turina (1882-1949) per la musica popolare del suo paese.
Nato a Siviglia e formatosi prima in Spagna poi a Parigi – alla scuola di Vincent d’Indy che fu allievo di César Franck – Turina fu attratto dal linguaggio delle forme più accademiche della musica.
Se la sua musica parve a un certo punto allontanarsi dal suo patrimonio d’origine, questo Quartetto, in tre movimenti, segna una riconciliazione con i suoni della Spagna, non solo per l’ambientazione dei temi (il primo movimento è una suggestiva diapositiva sonora di un giardino andaluso, il secondo è un vivace momento di danza, il terzo una rapsodia di temi folkloristici) ma anche per l’organizzazione formale.
Di dimensioni molto più ampie del precedente, il Quartetto op. 26 è un’opera della prima fase creatrice di Brahms, il secondo di tre Quartetti col pianoforte, incastonati in un periodo cameristico giovanile che precede la produzione sinfonica successiva. Intorno al pianoforte, i tre archi animano un mondo sonoro drammatico quanto intenso con Brahms impegnato a calare nelle severe forme classiche una sensibilità fatta di sottigliezze e di malinconie tipiche di fine secolo.
E così classicismo e romanticismo finiscono per mescolarsi in uno stile che reinterpreta l’aspetto colto con quelle immancabili atmosfere popolari e di danza, affascinanti per tensioni e contrasti.

Info

Biglietti: €12 Adulti-€7 studenti-€8 over 65 e diversamente abili