17.01.2024 –  L’attore Paolo Panaro e il pianista Alexander Romanovsky si ritrovano sul palco del Teatro Piccinni di Bari (Stagione teatrale del Comune – Assessorato alla Cultura – Teatro Pubblico Pugliese) per un inedito spettacolo teatrale e musicale del racconto capolavoro di Karen Blixen «Il pranzo di Babette», adattato da Francesco Niccolini, in una produzione della Compagnia Diaghilev con le scene di Tommaso Lagattolla e disegno luci di Peppino Ruggiero.

Poco meno di una decina di anni fa il lavoro della Blixen, reso famoso dal film di Gabriel Axel (premio Oscar nel 1988 come «miglior film straniero») fu già portato in scena da Panaro: un crescendo di emozioni che, a distanza di tempo, sono state ancora più intense, complice anche la bellezza delle note del pianoforte di Romanovsky che accompagna il passare del tempo e le storie sul palco come nelle nostre vite.

Un generoso e poetico abbraccio ha dunque avvolto il pubblico nel procedere di questa storia impregnata di sentimenti contrastanti, passioni sopite, malinconici ricordi ed emozioni incatenate dai legacci delle convenzioni e delle credenze.

Babette

Siamo in una casa di fantasmi, ormai non c’è più nessuno, sono tutti morti, ma i ricordi no, quelli rivivono ancora in un sublime dialogo tra musica e parole che raccontano di Babette Hersan, importante cuoca parigina, in fuga per motivi politici, che in una notte di pioggia si rifugia a Berlevaag, un paesino in miniatura su un fiordo norvegese.

Ad accoglierla Martina e Filippa, due anziane sorelle che conducono una vita umile e frugale. Figlie di un pastore protestante, decano e guida spirituale del posto, le due donne totalmente dedite al padre e alla comunità, vivono di preghiera e opere di bene, anche dopo la morte del pastore.

Sebbene la vita le abbia tentate con accenni di mondanità e proposte di matrimonio, Martina e Filippa hanno continuato a vivere esclusivamente per il bene altrui, motivo per cui accolgono Babette in casa.

La donna si adatta a questo stile di vita e aiuta le due dame nei loro doveri verso il prossimo ma, ad un certo punto, il suo passato di grande cuoca prende il sopravvento e la donna, per una congiuntura favorevole del destino, si trova nelle condizioni di poter offrire e preparare un pranzo indimenticabile e molto costoso in ricordo del defunto decano.

La bontà del succulento e ricercato cibo, dettagliato da Panaro nelle ricette, scioglie le parole e le emozioni, intirizzite dal freddo della Norvegia, e una scia di felicità e giocosità attraversa il cuore dei commensali e, a dirla tutta, anche i nostri.

Solo quando facevo del mio meglio riuscivo a rendere la gente perfettamente felice” racconta la cuoca parigina.

Il pranzo diventa dunque un momento di riscatto e catarsi per queste tre donne che, per motivi totalmente differenti, si ritrovano a fare i conti ognuna con il proprio vissuto, in un paese sperduto, in una casa dove ora i fantasmi possono forse trovare pace.

http://www.teatropubblicopugliese.it

Manuela Bellomo