29.01.2020 – Taranto è la splendida protagonista della nuova fiction di Rai Uno “il commissario Ricciardi”.

La serie, che vede alla regia il bravo Alessandro D’Alatri, prestato alla televisione dopo tanto cinema, compone un intrigante mosaico di storie, in sei puntate, tratte dai romanzi omonimi dello scrittore campano Maurizio De Giovanni.

Un universo misterioso e coinvolgente che ha la sua forza nella contaminazione di generi- melodramma, poliziesco, giallo- sapientemente dosati e tradotti per immagini.

Il trentenne commissario della Mobile Luigi Alfredo Ricciardi, interpretato da Lino Guanciale, per una volta distante dai toni leggeri che lo hanno reso famoso, indaga con solerte dedizione, in una Napoli del 1932, crepuscolare ed affascinante, su casi complessi ed irti di ostacoli. Il commissario, però, nasconde un incredibile ed inquietante segreto: come sua madre ha sviluppato la capacità di comunicare post mortem con le vittime dei crimini più efferati e di carpirne i loro ultimi pensieri.

Questa strana e inconfessabile prerogativa chiude il protagonista all’amore e gli conferisce un ombroso isolamento dal mondo, scalfito soltanto dal rapporto con l’anziana tata Rosa.

All’improvviso però due donne, diversissime fra loro, entrano nella sua vita e tutto è destinato a cambiare. Enrica (Maria Vera Ratti) è una giovane maestra che dà forma concreta all’idea di affettività che Ricciardi ha, pur tacendolo, da sempre accarezzato; Livia (Serena Iansiti), al contrario, incarna perfettamente il trionfo dei sensi e della passione.

Un racconto di racconti e di indagini che riflette sul senso ultimo della vita e del dolore sulla sfondo di una Taranto, mai così bella e cinematografica, che descrive perfettamente una cupa Napoli d’altri tempi.

Una piccola curiosità: nel cast figura, perfettamente in parte, anche un bravissimo Peppe Servillo.

Il progetto è stato coprodotto da Rai Fiction e Clemart e sostenuto da Apulia Film Commission.

Foto dal web.

Simon