13.03.2017 – Continua la stagione invernale diretta da Titta De Tommasi al Teatro Palazzo di Bari che,  dopo Cinzia Leone, ha saputo regalare al pubblico barese, accorso numerosissimo all’evento sabato scorso, una serata di grande comicità con lo spettacolo “That’s Life. Questa è la vita!”.

Scritto a quattro mani dall’attore romano Riccardo Rossi e dal regista Alberto Di Risio, già autore di Fiorello, lo show  rappresenta una visione personale della vita caratterizzata da tappe prestabilite nelle quali lo stesso Rossi, sembra identificarsi.

Ironico, brillante, istrionico personaggio da palcoscenico Riccardo Rossi coinvolge sin da subito il pubblico inducendolo ad una riflessione puntuale ed attenta sull esistenza, all interno della quale lo scorrere del tempo sembra scandito da ritmi determinati ed inesorabili.

Attento osservatore del genere umano, l’attore romano classe 1962  sembra dare seguito con  “That’s life. Questa è la vita!” al suo precedente e fortunato lavoro “L’ amore è un gambero”.

Lo spettacolo si apre con l’ immagine tombale dell’ attore sovrastante all’epigrafe “è fatta!” e di qui, l’invito ironico rivolto ai cinquantenni, considerata l’età dell’ “ultimo valzer”, di stare molto attenti alla qualità delle foto tessere utilizzate nei documenti, in quanto spesso utilizzate nelle lapidi.

In un incalzare di battute e gag travolgenti con il pubblico si comincia con la descrizione tragicomica del momento del parto, fino ad arrivare alla prima tappa della vita denominata “l’età dell’innocenza” compresa dalla nascita ai quindici anni.

Molto divertente l’immagine della fotografia di classe delle scuole elementari caratterizzata dai pantaloncini corti, le scarpe “occhio di bue”, i calzini traforati e dalla presenza del classico “bravo della classe” stavolta identificato dal nome di fantasia di Mauro Albonico, bello, biondo, ricco e vestito alla moda con jeans e scarpe da ginnastica.

Ma la vita prosegue fino all'”età dell’incoscienza” quella dei 15- 18 anni, con le prime feste, le prime bravate, i primi giri sul motorino “Ciao” ed i primi amori liceali.

Ancora una tappa obbligata con il primo viaggio da maggiorenni post maturità in Grecia, rigorosamente in traghetto, per poi approdare all'”età della giovinezza” mentre scorrono le immagini di cavalli in fuga in una prateria selvaggia e verdissima.

L’età della giovinezza è quella fascia temporale compresa tra i 19 e i 35 anni commenta Rossi, un età meno spensierata della precedente, in cui si costruiscono i pilastri per il futuro. E’ questa l’età dell’Università  che porterà a diventare bravi professionisti per chi vorrà intraprendere un cammino di studio o di chi “come me, preferiva non studiare ed è diventato o un attore, o un comico o una rockstar” ribadisce l’attore romano.

In un crescendo di risate il recital continua con l’età più bella, che si identifica tra i 35 e i 45 anni, considerata “l’età del dovere” , dove si tende a recuperare il tempo perso e a mettere su famiglia . E’ questa, di solito, l’età del primo figlio e l’ età dell’acquisto della propria abitazione con conseguente stipula, ahimè, del mutuo.

Esilaranti le immagini di una visita oculistica per presbiopia, primo segnale d’invecchiamento, di solito mal accettato. Eccoci così giungere all’età dello stesso attore,  quella dei cinquantenni, nella quale si raggiunge l’apice,  per poi iniziare un percorso in discesa verso la vecchiaia.

Inevitabile all’arrivo dei fatidici “cinquanta”  l’immancabile festa dove invitare anche chi non si vede da anni, con la speranza di essere invecchiati meglio. E’ questa l’epoca dei check up medici e degli esami clinici, purtroppo a volte anche invasivi.

Si arriva così all’epilogo finale con “l’età della vecchiaia” nella quale le giornate diventano interminabili, scandite dal profumo del caffè della moka alle cinque del mattino, dalla fila all’ ufficio postale per pagare le bollette, per poi passare dallo studio medico per le ricette e dalla farmacia per ritirare i medicinali prescritti.

E’ questa l’età delle lunghe passeggiate all’imbrunire, l’età dei ricordi di gioventù ma anche l’età dei lunghi pomeriggi invernali dinanzi alla televisione per vedere “La vita in diretta” su Rai Uno o Maria De Filippi su Canale 5 ironizza l’ attore. Ma allora -asserisce il comico romano- “non sarebbe più facile nascere vecchi e morire tra le braccia della propria madre così da non commettere alcun errore nella propria vita ? “.

https://www.facebook.com/teatropalazzo

Claudia Mastrorilli