17.11.2025 – Il Festival del Cinema Europeo di Lecce ha inaugurato la sua ventiseiesima edizione con un weekend che testimonia la vitalità del cinema italiano contemporaneo. Due giorni di proiezioni, riconoscimenti e incontri hanno dato il via alla manifestazione diretta da Alberto La Monica, ponendo al centro opere prime e produzioni che intrecciano qualità artistica e radicamento territoriale.

La prima giornata ha visto la consegna dell’Ulivo d’Oro alla Carriera a Nicola Giuliano e la presentazione di “Breve storia d’amore”, opera prima alla regia di Ludovica Rampoldi, prodotta da Indigo Film e Rai Cinema. Il riconoscimento a Giuliano celebra un percorso trentennale che ha ridefinito i confini della produzione cinematografica italiana, trasformando IndigoFilm – casa fondata insieme a Francesca Cima – in un laboratorio di sperimentazione linguistica. Il successo internazionale de “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, premiato con l’Oscar come Miglior Film Straniero, rappresenta il culmine di una strategia che ha sempre privilegiato la qualità artistica rispetto alle logiche di mercato più immediate.

La presenza di Ludovica Rampoldi ha aggiunto un’ulteriore dimensione alla giornata inaugurale. La sceneggiatrice, nota per il suo lavoro su progetti seriali di grande respiro, ha raccontato la genesi del film durante l’incontro con la stampa. Breve storia d’amore, in uscita nelle sale con 01 Distribution dal 27 novembre, nasce da un soggetto scritto anni fa e poi rielaborato quando le risposte iniziali le sono parse “inautentiche”. L’opera interroga la natura della coppia, esplorando cosa tiene insieme o separa due individui, i segreti condivisi e soprattutto quelli che ciascuno cela a sé stesso. «È stato molto bello farlo nella realtà e non solo nella mia testa», ha dichiarato la regista, descrivendo il passaggio dalla pagina alla direzione come l’approdo naturale di una ricerca espressiva.

Se il film di Rampoldi costruisce uno spazio intimo di interrogazione sentimentale, la seconda giornata ha ampliato lo sguardo verso una dimensione corale e territoriale con “Cuore di carta” di Kristina Sarkyte, evento speciale che ha portato sullo schermo del Multisala Massimo una storia ambientata nel Salento. Nel cast Stefania Rocca, Gabriele Stella, Isabella Briganti e Francesco Carrassi compongono il ritratto di Luca, giovane che cerca una via d’uscita da una situazione familiare difficile, trovando rifugio e conforto nella casa dei vicini. Il film, girato in Puglia, ha già ricevuto riconoscimenti significativi: una Menzione Speciale e il Premio del Pubblico allo Sguardi Altrove Film Festival, oltre al riconoscimento per la Miglior Colonna Sonora del Maestro Alessandro Quarta al Festival Villammare.

L’incontro post-proiezione con la regista Sarkyte, l’attore Gabriele Stella e il compositore Alessandro Quarta ha permesso di approfondire le scelte registiche e la costruzione sonora dell’opera, elemento distintivo della narrazione. La presenza del compositore salentino sottolinea ulteriormente il legame tra il film e il territorio che lo ospita, in una circolarità tra produzione cinematografica e identità locale che attraversa l’intera programmazione.

Il weekend inaugurale ha così delineato le coordinate estetiche della manifestazione attraverso opere prime che interrogano le relazioni umane, produzioni che valorizzano il talento emergente, e un’attenzione al cinema come luogo di comunità e responsabilità culturale. La Monica ha sottolineato come Giuliano abbia sostenuto «autori che hanno segnato una nuova stagione creativa del nostro cinema», incarnando quella figura di “innovatore silenzioso” e “artigiano dell’immagine” capace di trasformare il panorama cinematografico italiano attraverso scelte produttive coraggiose. Un’apertura che non si limita alla cronaca degli eventi, ma propone una riflessione sulla funzione stessa del festival come spazio di riconoscimento e rilancio di una cinematografia che continua a cercare la propria voce distintiva nel panorama europeo.

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