18.05.2026 – Venerdì 15 maggio 2026 il Palatour di Bitritto, diretto magistralmente da Dario Maretti, ha ospitato “Ristrutturazione”, lo spettacolo teatrale scritto e interpretato dall’ attore e regista Sergio Rubini, tra l’altro direttore artistico della rassegna “Palatour D’Autore”, protagonista di una serata intensa, ironica e sorprendentemente attuale.
Sul palco ordinario che si fa strordinaria emozione
L’evento, accolto da un pubblico numeroso e partecipe, ha confermato ancora una volta la capacità dell’artista pugliese di trasformare episodi apparentemente ordinari in racconti profondi, ricchi di emozione e significato. Una casa in ristrutturazione diventa nello spettacolo il pretesto per una riflessione più ampia sulle relazioni umane, sul cambiamento e sul disordine che spesso accompagna la vita contemporanea. Rubini costruisce uno spettacolo intelligente e dinamico, in cui il cantiere domestico si trasforma nella metafora perfetta delle fragilità personali, delle crisi di coppia, delle aspettative e dei sogni che ciascuno cerca continuamente di “aggiustare”.
Sin dalle prime battute, l’attore riesce a conquistare il pubblico con il suo stile narrativo diretto, spontaneo e profondamente umano. La comicità nasce da situazioni realistiche, dall’acquisto del suo primo appartamento a Roma durante il periodo di studi, situato in un piano interrato, nel quale la luce sopraggiungeva solo dalle 11.10 alle 11.30 per restare completamente al buio per tutto il resto del giorno (soprannominato “il pozzo” dai suoi amici) fino all’attico vicino a Piazza Navona, dotato di un bellissimo terrazzo ma molto piccolo e alla immensa vasca di resina costruita da un noto architetto nella sua terza casa, causa di infiltrazioni per il peso, in una suite di un famoso hotel della capitale.
Del resto, come asserisce lo stesso Rubini “Le ristrutturazioni sono tra i momenti più stressanti della vita: una sorta di nebulosa in cui tempi e costi sono incerti e tutto genera tensione, tra estranei in casa, dinamiche di coppia, decisioni e spese”. Scene che molti spettatori hanno riconosciuto come parte della propria esperienza quotidiana.
La necessità di ricostruire se stessi
Tuttavia, la forza dello spettacolo non risiede soltanto nella comicità. Rubini utilizza il tema della ristrutturazione per parlare di qualcosa di più universale: la necessità di ricostruire continuamente se stessi. La casa, nel racconto teatrale, diventa simbolo dell’identità personale. Le crepe nei muri richiamano le fragilità interiori, mentre il disordine del cantiere rappresenta quel caos emotivo che accompagna ogni cambiamento importante della vita.
Uno degli aspetti più riusciti della rappresentazione è il ritmo. Lo spettacolo alterna momenti esilaranti a passaggi più malinconici e riflessivi senza mai perdere equilibrio. Rubini dimostra grande padronanza della scena: passa con naturalezza dal monologo ironico al racconto intimo, coinvolgendo continuamente il pubblico attraverso un linguaggio semplice ma ricco di immagini efficaci.
La musica linguaggio parallelo che accompagna emozioni e silenzi con grande equilibrio.
Accanto a lui sul palco, il Michele Fazio Trio, formato dal compaesano Michele Fazio al pianoforte, Mimmo Campanale alla batteria e Giorgio Vendola al contrabbasso. La musica dal vivo accompagna e amplifica il racconto diventando parte integrante della narrazione, trasformando lo spettacolo in un viaggio emotivo tra parole e note, contribuendo a dare profondità emotiva allo spettacolo. Tra i brani eseguiti “Anywhere”, “La festa”, “Danza di fuoco” e “El paso del lagarto” oltre che musiche create appositamente da Michele Fazio per lo spettacolo di Rubini di cui ha composto numerose colonne sonore. Una scelta musicale vincente che aggiunge eleganza e profondità alla narrazione, trasformando alcuni momenti dello spettacolo in veri quadri teatrali di grande suggestione.
Dal punto di vista scenico, “Ristrutturazione” punta su una messa in scena essenziale ma estremamente efficace. Non servono grandi effetti visivi: è la parola a dominare il palco. Rubini costruisce immagini vivide attraverso il racconto e lascia che sia l’immaginazione dello spettatore a completare gli spazi, gli ambienti e i personaggi evocati durante il monologo. Questa scelta rende lo spettacolo ancora più autentico e vicino al pubblico.
Ironia e sensibilità con tempi perfetti.
Sergio Rubini riesce nell’impresa non semplice di far ridere parlando di stress, precarietà e difficoltà quotidiane, senza mai scadere nella banalità. Il testo è ben scritto, fluido e ricco di osservazioni acute sulla società moderna e sui rapporti umani. La vera forza dell’opera è però l’interpretazione dello stesso Rubini. L’attore domina la scena con naturalezza assoluta, alternando ironia e sensibilità con tempi perfetti. Ogni racconto appare sincero, vissuto, vicino alla realtà delle persone comuni. Non c’è distanza tra artista e pubblico: lo spettatore si riconosce continuamente nelle situazioni raccontate e questo crea un coinvolgimento emotivo molto forte.
Il pubblico del Palatour ha risposto con entusiasmo, alternando risate spontanee a lunghi applausi nei momenti più intensi dello spettacolo. “Ristrutturazione” dimostra ancora una volta quanto Sergio Rubini sia uno degli autori più sensibili e versatili del panorama italiano, capace di raccontare problematiche comuni senza superficialità, trasformando l’umanità delle piccole cose quotidiane in racconto universale.
Claudia Mastrorilli
Foto di Egidio Magnani che ringraziamo per la disponibilità.





