1.04.2026 – Continuano gli appuntamenti al Teatro Forma di Bari, sempre sotto la magistrale direzione artistica di Carlo Gallo, che sabato 28 marzo ha visto esibirsi in concerto l’iconica band britannica dei Matt Bianco, evento già sold out da tempo.

In una gremita platea, con pubblico accorso da tutta la regione, i Matt Bianco, sembrano sin da subito trascinare gli spettatori in un viaggio indimenticabile.  Accompagnato da una band d’eccezione lo storico leader Mark Reilly ha così aperto l’attesissimo live con l’iconico brano “Yeah Yeah” per poi proseguire con “A Memory For lovers” (tratto dall’ultimo album “Masquerader”), “HiFi Bossa Nova” e “Whose Side are You On”.

Sin dalle prime note si comprende la perfetta intesa della formazione, con arrangiamenti magistrali tra swing, jazz, bossanova che sorprendono gli spettatori, piacevolmente coinvolti in un sound decisamente trascinante. Il pop raffinato dei Matt Bianco ben si sposa quindi con sonorità decisamente orientate tra i Caraibi e il sud America e il live diventa un interplay a 360 gradi con il pubblico, pronto a sostenere la band con applausi a scena aperta, cantando i ritornelli dei brani più famosi.

In un crescendo di emozioni il concerto prosegue alternando brani storici della band con più recenti con “Heart in Chains”, “Deep Space”, “Wanderlust”, “Summer in the City”, “Playing with Dynamite”, “Always On My Mind” e “Matt’s Mood”. Si arriva così alla mitica “More Than I Can Bear” cantata in duo con la voce femminile di Betty Black e “Half Minute” per chiudere in bellezza con “Don’t Blame It On That Girl” e “Get Out Your Lazy Bed”.

Il pubblico letteralmente in delirio per l’ottima performance, chiama a gran voce i Matt Bianco per un ultimissimo bis ed è una grande festa, con standing ovation e una platea intera che balla e canta a squarciagola in una serata indimenticabile ricca di nostalgia ma anche di tanta energia, conferma di come i Matt Bianco siano ancora oggi una delle realtà musicali più interessanti del nostro tempo. 

Matt Bianco

Nati in Inghilterra nel 1982 dal sodalizio artistico del vocalist Mark Reilly, dal tastierista Danny White e dal bassista Kito Poncioni (scomparso nel 2001), la formazione prende il suo nome da un personaggio fittizio ispirato al mondo degli agenti segreti e delle spie, protagonista del cinema che va dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, di cui Mark Reilly adorava le colonne sonore.  Con la pubblicazione del primo album “Whose Side Are You On?” nel 1984, si unirà la cantante a quei tempi sconosciuta Barbara Stanislawa Trzetrzelewska più nota con lo pseudonimo di Basia capace di fornire una impronta jazzistica negli arrangiamenti vocali che diventerà la cifra stilistica del gruppo facendo così diventare i Matt Bianco, con le superhit “Get out of your Lazy Bed” e “Half a Minute” una delle band più importanti degli anni Ottanta.

In seguito alla defezione di Basia e Danny White avvenuta subito dopo la pubblicazione del primo album, la formazione muta con l’inserimento del tastierista Mark Fisher presente nell’album “Matt Bianco” che include il grande successo “Yeah Yeah” che li vedrà esibirsi in un tour europeo dinanzi a più di 250.000 persone. Il reintegro di Basia e Danny White nel 2003, dopo ben vent’anni di separazione, porterà così a riformare nuovamente la band Matt Bianco con l’asset originario portando nel 2003 alla pubblicazione dell’album “Matt’s Mood” (Universal Records) con un tour promozionale mondiale di grande successo con tappe nel Regno Unito, in Giappone e negli Stati Uniti.

Seguiranno così nel 2009 l’album “HiFi Bossanova”, nel 2012 “Hideaway” e nel 2017 “Gravity” con una virata della band verso sonorità maggiormente improntate al jazz e latin abbandonando i colori più pop che maggiormente definivano il sound dei Matt Bianco. Il 2020 vede invece una gradita reunion con il gruppo olandese New Cool Collective con la pubblicazione di “High Anxienty” per poi giungere lo scorso anno alla agognata pubblicazione dell’ultimo progetto discografico “Masquerader” nel quale la formazione britannica sembra ritornare alle radici del sound iniziale, in un sapiente mix di ritmi caraibici e latin jazz.

Claudia Mastrorilli