09.07.2026 – Quattro premi per il film di Felipe Bustos Sierra. Storie per Sandro di Giacomo Boeri è il miglior titolo italiano, mentre il palmarès conferma l’attenzione del festival per memoria, comunità e trasformazioni sociali
Everybody to Kenmure Street di Felipe Bustos Sierra il film simbolo della ventiduesima edizione di Biografilm.
L’opera ha conquistato quattro riconoscimenti, imponendosi come miglior film del Concorso Internazionale e aggiudicandosi anche il Premio Hera “Nuovi Talenti”, il Young Critics Award e il premio del pubblico.
Una convergenza di giudizi particolarmente significativa, capace di riunire la giuria internazionale, gli studenti universitari e gli spettatori attorno a un film che trasforma un episodio di resistenza civile in un racconto corale sul potere della comunità.
Al centro dell’opera c’è la mobilitazione avvenuta nel 2021 a Kenmure Street, nel quartiere di Pollokshields a Glasgow, dove centinaia di persone si radunarono per impedire l’allontanamento di due cittadini indiani da parte delle autorità britanniche. Bustos Sierra ricostruisce quella giornata intrecciando immagini realizzate dai presenti, testimonianze, materiali d’archivio e ricostruzioni, fino a restituire non soltanto la cronaca di una protesta, ma la biografia collettiva di un’intera comunità.
La giuria del Concorso Internazionale, composta da Victoria Chernukha, Lidija Zelovic e Jadel Andreetto, ha premiato la capacità del film di creare un senso immediato di presenza, nascondendo dietro un’apparente semplicità una costruzione cinematografica rigorosa. Il risultato è un’opera in cui i numerosi punti di vista sembrano respirare all’unisono e nella quale la dimensione politica non risiede soltanto nel tema affrontato, ma nello stesso processo di realizzazione.
Contro le narrazioni verticali del potere, Everybody to Kenmure Street propone infatti un cinema partecipato, molteplice e comunitario. La strada evocata dal titolo smette così di essere un luogo circoscritto e diventa il simbolo di ogni spazio nel quale la solidarietà può trasformarsi in azione politica.
A riconoscere la forza dell’opera sono stati anche gli studenti dei corsi DAMS e CITEM di Bologna, che le hanno attribuito il Young Critics Award. Nella motivazione, i giovani giurati hanno sottolineato come il film mostri il valore della singola azione all’interno di una mobilitazione collettiva e ricordi quanto abusi e ingiustizie possano essere più vicini di quanto si immagini.
L’Audience Award del Concorso Internazionale completa un percorso che fa di Everybody to Kenmure Street non soltanto il film più premiato dell’edizione, ma anche quello che meglio sembra riassumerne la vocazione: osservare le esistenze individuali per rintracciare, al loro interno, le tensioni politiche e sociali del presente.
Storie per Sandro: il cinema come gesto d’amore e memoria
Nel Concorso Biografilm Italia, il Best Film BPER Award è stato assegnato a Storie per Sandro di Giacomo Boeri, definito dalla giuria «un film che usa il cinema come potente strumento per ricordare, celebrare e trovare conforto».
Il riconoscimento premia un’opera intima, costruita attorno al rapporto tra il regista e il padre Sandro e alla progressiva erosione della memoria provocata dalla malattia. Boeri utilizza il cinema per raccogliere frammenti di vita, racconti e immagini, cercando di preservare un’identità destinata altrimenti a diventare sempre più fragile.
Il film non si limita però alla dimensione privata. Nel tentativo di conservare la memoria del padre, interroga più ampiamente il rapporto tra immagine, ricordo e costruzione del sé. Il cinema diventa così un archivio affettivo, ma anche uno spazio nel quale ciò che rischia di scomparire può essere continuamente reinventato e restituito.
Questa pluralità di linguaggi e prospettive ha permesso a Storie per Sandro di ricevere anche il premio FIADDA – Sguardi accessibili, assegnato da una giuria di giovani persone sorde dell’Associazione FIADDA Emilia-Romagna.
La giuria ha apprezzato in particolare la delicatezza con cui il film affronta la malattia senza esasperarne il dolore, l’equilibrio del racconto e l’impiego di differenti tecniche visive e sonore. Particolare rilievo è stato attribuito alla rappresentazione del silenzio, capace di mettere in relazione l’esperienza di Sandro con quella quotidianamente vissuta dalle persone sorde.
Più che una storia sull’Alzheimer, il film è apparso alla giuria come una riflessione sulla persistenza dell’identità oltre la perdita delle capacità cognitive. La frase «avendo perso la memoria, è ancora papà» sintetizza il nucleo dell’opera: non sono soltanto le facoltà individuali a definire una persona, ma le relazioni costruite e le scelte compiute nel corso della vita.
Le nuove voci: Lo spazio vuoto e Something Familiar
L’attenzione di Biografilm verso le nuove forme del documentario è emersa soprattutto attraverso i Premi Hera “Nuovi Talenti”.
Per la sezione italiana, il riconoscimento è andato a Lo spazio vuoto di Stefano P. Testa e Alberto Ceresoli, premiato per la precisione del linguaggio, la ricerca estetica e il coraggio di una forma solo apparentemente statica. All’interno di inquadrature rigorose, il film lascia infatti muovere pensieri, memorie e punti di vista, costruendo una riflessione intima nella quale lo stile non rappresenta un semplice esercizio formale, ma diventa parte essenziale del racconto.
Nel Concorso Internazionale, oltre al premio principale attribuito a Everybody to Kenmure Street, la giuria ha assegnato una menzione speciale a Something Familiar di Rachel Taparjan.
Il film attraversa il trauma generazionale, la perdita e il desiderio di appartenenza a una famiglia e a una terra mai realmente conosciute. È soprattutto attraverso i silenzi, le esitazioni e ciò che rimane fuori campo che Taparjan costruisce il proprio percorso identitario, trasformando la ricerca delle origini in un processo di liberazione dal senso di colpa e dalla vergogna.
Il documentario come strumento sociale ed educativo
Il palmarès della ventiduesima edizione ha confermato anche la centralità della dimensione sociale nel progetto culturale di Biografilm.
Il Premio Manifesto, attribuito da una giuria composta da rappresentanti di associazioni e realtà del territorio, è andato a Spirit Animal di Yuri Pirondi e Inês von Bonhorst. Attraverso il racconto di alcune comunità nomadi, il film affronta il collasso ecoclimatico, la trasformazione delle economie pastorali e gli effetti della globalizzazione.
L’opera evita però di rappresentare la tradizione e la modernità come dimensioni inconciliabili. I protagonisti appaiono piuttosto come soggetti capaci di ridefinire continuamente il proprio rapporto con il cambiamento, cercando di preservare pratiche, identità e relazioni all’interno di un paesaggio sociale e ambientale in trasformazione.
La yurta, abitazione mobile delle comunità raccontate, diventa così il simbolo centrale del film: uno spazio capace di custodire memoria e appartenenza pur continuando a muoversi.
Alla dimensione educativa è legato anche il nuovo Biografilm for Education Award, assegnato da una giuria di docenti delle scuole superiori a Little Sinner di Daro Hansen e Thomas Papapetros.
Il film è stato premiato per la capacità di affrontare temi complessi come il fallimento, il perdono e la progressiva rinuncia all’idea di perfezione. Il percorso della protagonista diventa un’occasione per riflettere sulla necessità di trasformare la sofferenza in consapevolezza e sulla difficoltà di costruire una pace personale che non passi anche attraverso una dimensione collettiva. L’opera sarà proiettata in autunno per le scuole nelle sale Pop Up Cinema di Bologna.
Particolarmente significativo anche il riconoscimento assegnato nell’ambito del progetto “Tutta un’altra storia” da un gruppo di ragazzi dell’Istituto Penale per Minorenni “Pietro Siciliani” di Bologna.
Il Pratello Award è andato a Meant to Be di Olivér Márk Tóth, ritratto di un giovane rapper ungherese diventato famoso a diciassette anni. I giurati hanno riconosciuto nella storia del protagonista temi vicini alla propria esperienza: il rapporto con la famiglia, la solitudine, il bisogno di essere ascoltati, le responsabilità e il difficile equilibrio tra ciò che si è e ciò che gli altri si aspettano.
I premi del pubblico e i riconoscimenti alle personalità del cinema
Accanto al successo di Everybody to Kenmure Street, il pubblico ha premiato Tough Love – Amore severo di Valerio Bonelli come miglior film di Biografilm Italia. Il documentario ha ottenuto anche il TOP DOC Award per la capacità di intrecciare memoria familiare e storia collettiva attraverso le testimonianze di quattro sorelle e l’impiego di fotografie e materiali d’epoca.
Per la sezione Contemporary Lives, l’Audience Award è andato a American Doctor di Poh Si Teng, mentre Broken English di Jane Pollard e Iain Forsyth ha conquistato il premio del pubblico nella sezione Art & Music.
Nel corso del festival sono stati inoltre attribuiti i Celebration of Lives Award a Bonnie Timmermann, storica casting director celebrata dal documentario Bonnie: Storia della madrina di Hollywood; alla regista tunisina Kaouther Ben Hania, tra le voci più autorevoli del cinema contemporaneo; e a Milena Vukotic, interprete dalla lunga carriera cinematografica e voce narrante della serie Sguardi in Camera.
Il Make It Real Award, dedicato ai professionisti che si sono distinti nella produzione e distribuzione documentaria, è stato invece assegnato a Marco Visalberghi, fondatore e CEO di DocLab.
Al di là della quantità dei riconoscimenti, il palmarès del 2026 restituisce un’identità precisa. Biografilm continua a privilegiare opere nelle quali il racconto biografico non coincide con il semplice ritratto individuale, ma diventa una lente attraverso cui osservare comunità, trasformazioni sociali e forme di resistenza.
Da Kenmure Street alla memoria fragile di Sandro, dalle comunità nomadi di Spirit Animal ai giovani protagonisti di Meant to Be, i film premiati mostrano come ogni biografia contenga inevitabilmente una storia collettiva.
Roberta Rutigliano
