23.10.2025 – Gli appuntamenti di Venerdì 24 ottobre 2025

È il giorno in cui il cinema torna a interrogarsi sull’amore, sulla memoria, sulla libertà stessa del racconto. Dalla passione di Dracula: A Love Tale di Luc Besson alle ferite intime di Deux pianos di Desplechin, passando per le visioni civili di Comencini e Palmiero, la nona giornata della Festa è un crocevia di linguaggi, dove l’immagine si fa carne, pensiero e poesia visiva.

Alle 18:30, nella Sala Sinopoli (sezione Grand Public), Luc Besson presenta Dracula: A Love Tale. Un film immerso in un romanticismo oscuro, sostenuto dalla partitura febbrile di Danny Elfman, in cui il pallore esangue di Caleb Landry Jones, la sensualità di Zoë Bleu e l’ambiguità di Christoph Waltz compongono un mosaico di desiderio, ossessione e redenzione. Un amore che non si spegne ma brucia, attraversando il tempo e il sangue. Il regista e il cast calcheranno il red carpet alle 17:30.

Poco prima, sempre in Sala Sinopoli, alle 15:45, per la stessa sezione Grand Public, Pablo Trapero presenta & Sons, il suo primo film in lingua inglese. Uno sguardo asciutto e doloroso sui legami familiari, sulla trasmissione — spesso involontaria — delle colpe e delle fragilità. Accenti ironici stemperano una narrazione dura, sorretta dalle prove d’attore di Bill Nighy e Imelda Staunton.

Chiude la serata della Sinopoli, alle 21:30, Alla festa della rivoluzione di Arnaldo Catinari, tratto dal libro di Claudia Salaris e sceneggiato con Silvio Muccino. Il film evoca la febbre visionaria dell’impresa fiumana, dove l’arte diventa rivolta e l’utopia prende corpo. Tra pirati e poeti, tra dittatura e libertà, un viaggio dentro la febbre futurista dell’Italia che sognava di rifare il mondo.

In Sala Petrassi, la musica diventa introspezione. Alle 20:45, Deux pianos di Arnaud Desplechin intreccia memoria e desiderio attraverso la storia del pianista Mathias (François Civil) e della sua mentore Elena (Charlotte Rampling). L’incontro con un amore del passato riaccende il dolore e la nostalgia, in una sinfonia di malinconia e grazia. Un film sulla risonanza invisibile tra le persone e sul tempo come partitura interiore.

Sempre in Petrassi, alle 16:30, la Masterclass “Gli anni dei Pugni in tasca” con Marco Bellocchio celebra sessant’anni dal suo esordio. I pugni in tasca fu — ed è ancora — un atto di ribellione pura, un colpo al cuore dell’Italia borghese e del cinema stesso: l’urlo di un autore che continua a interrogare le nostre coscienze.

Al MAXXI, alle 11:30, Susan Seidelman dialoga con il pubblico in un incontro dal titolo Cinema Into the Groove (ingresso libero). La regista ha ottenuto fama internazionale con Cercasi Susan disperatamente, ripercorrendo un cinema che seppe unire ironia, cultura urbana e femminismo, inaugurando una stagione di libertà creativa tutta al femminile.

Nel Teatro Studio Gianni Borgna, alle 15:00, ultimo titolo del Progressive Cinema, Wild Nights, Tamed Beasts di Wang Tong, un thriller esistenziale che intreccia solitudine, colpa e redenzione sullo sfondo dell’invecchiamento sociale. Tra luci al neon e silenzi sospesi, il noir si trasforma in un ritratto umano di spiazzante compassione.

Alle 18:00, per la sezione Freestyle, Tienimi presente di Alberto Palmiero riflette su vocazione e rinuncia: un giovane regista che abbandona il cinema per ritrovarlo, specchio limpido del nostro tempo sospeso tra aspirazioni e realtà.

Alle 20:00, ancora al Teatro Studio, La diaspora delle Vele di Francesca Comencini racconta con pudore e partecipazione la vita dopo il crollo di Scampia: un film politico e poetico, dove la fragilità collettiva diventa forma di resistenza.

Segue, alle 21:45, Malavia di Nunzia De Stefano, prodotto da Matteo Garrone. Sasà ha tredici anni, vive nella periferia di Napoli e sogna di diventare un rapper famoso per regalare alla madre Rusè una vita migliore. L’incontro con Yodi, icona dell’old school partenopea, sembra finalmente aiutarlo a concretizzare la sua ambizione. Ma il confronto con la dura realtà della strada e dell’universo musicale lo spinge verso la criminalità e metterà in pericolo il suo futuro.

Alle 19:00, al MAXXI, Belén di Dolores Fonzi (presente in sala con Camila Plaate) unisce tra processo e denuncia civile: la vicenda di una giovane donna accusata di infanticidio si trasforma in un caso emblematico, capace di mobilitare indignazione e solidarietà ben oltre i confini nazionali.

Alle 21:30, sempre al MAXXI, la serie completa Dorm No. 13 di Teemu Nikki, una commedia nera e ferocemente umana, ambientata in una caserma che sembra un laboratorio dell’assurdo. Ironia, crudeltà e umanità si alternano come in una danza beffarda tra disciplina e follia.

Alle 21:00, il Teatro Olimpico ospita Ellroy vs L.A. di Francesco Zippel, ritratto selvaggio di James Ellroy, il “demon dog” del noir americano. Un autoritratto spietato e magnetico, accompagnato dalla performance live dei Calibro 35 che aggiunge ritmo e corpo al mito di un autore estremo.

Alla Casa del Cinema, invece, prosegue la sezione Storia del Cinema: dalle 15:45 con The Cruise di Bennett Miller, alle 17:30 con Un pilota ritorna di Rossellini, fino alle 21:30 con Il cinema secondo Corman. Tra questi, alle 19:45, Rasoi di Mario Martone: un ponte fra teatro e memoria, con lo stesso Martone a introdurre la proiezione.

Infine, alle 18:00, nella Sala Studio 2 dell’Auditorium, l’anteprima di Corpo libero di Donatella Romani e Roberto Amato apre una finestra sul tema dell’obesità e del corpo ritrovato, con la voce narrante di Stefania Rocca. Un documentario che trasforma il dolore in conoscenza e restituisce umanità dove troppo spesso si trova solo giudizio.

La nona giornata della Festa è un mosaico di tensioni e desideri: autori che tornano e nuovi sguardi che si affacciano, storie intime e collettive, omaggi e riscoperte. Roma si conferma crocevia di cinema, dove ogni sala è un frammento di un unico discorso sull’uomo e sulla sua inesauribile necessità di raccontarsi.

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