12.03.2025 – Aminue Amare (ndr: mandorla amara), commedia di Vito Maurogiovanni, portata in scena dalla Compagnia Teatrale Artù, continua la sua cavalcata tra applausi ed emozioni, ed approderà a Martina Franca domenica 15 marzo alle ore 19, presso Saletta Punzi del Teatro Nuovo.
Una commedia che, in realtà, ha iniziato il suo viaggio nel 1977 al Teatro Purgatorio di Bari con oltre 200 repliche, quarantanove anni e non sentirli, perchè rivedendola ai nostri giorni ci si rende conto che tutto è cambiato, eppure nulla lo è davvero, nel bene e nel male.
E’ il 1939 ed è Isabella Gigante che introduce la storia portandoci anche negli anni successivi, quelli della Seconda guerra mondiale. Siamo a Bari, nel Borgo Antico, Bari Vecchia per i nostalgici, Centro Storico per i turisti, dove vive la famiglia barese di Coline (Maurizio Sarubbi), Marietta (Alessia Salvatori) e della loro figlioletta Schiacchiattedde (Deborah Ricci), esempio di una baresità identitaria, tanto pittoresca nella figlia quanto delicata nella madre.
Bravissima Deborah Ricci nel ruolo di Schiacchiattedde, un personaggio affatto facile che nell’innocenza disincatata aiuta a sopportare i momenti difficili che si fanno sempre più intensi.
Nella commedia, curata dalla regia di Maurizio Sarubbi, si rivivono le emozione e le paure di quelle giornate piene di incertezza in cui, tra le stradine di Bari Vecchia, risuonava l’eco del passo marziale degli stivali dei camerata, personaggi a cui non si poteva dire facilmente di no.
Così con l’invito del camerata, interpretato da Carlo Ranieri, la famiglia barese va a visitare la Fiera del Levante, perdendosi estasiata nei padiglioni, nonostante le ormai evidenti avvisaglie di ciò che sta per accadere. Sarà l’ultima esposizione prima dell’inizio della guerra che di lì a poco cambierà anche la vita dei cittadini di Bari.
Coline e Marietta cercano, nonostante tutto, di continuare a vivere, a sorridere, a raccontare e raccontarsi, così come si faceva una volta, per la strada, seduti davanti alla propria casa.
La luce va e viene, le bombe, le corse…dove ripararsi per salvare la propria vita?
Coline e Marietta si infilano nel primo portone che gli capita, è buio, non si capisce bene dove si trovano.
Poi torna la luce e riconoscono il Teatro Petruzzelli, dove non erano mai entrati perchè non potevano permetterselo e fu proprio lì che si sentivano al sicuro nella convinzione che, nel teatro, non poteva succedere nulla di male. Delizioso il cameo di Susy Rutigliano che interpreta la suora terrorizzata, anche lei rifugiata nel Teatro.
Non si può a questo punto non ripensare al fatto che dopo molti anni il Petruzzelli brucierà per tutt’altre motivazioni. Questa scena, alla luce del passato e del futuro, raggiunge l’apice della commozione e una lacrima spinge dalle retrovie per far capolino e dimostrare quanta poesia e quanta delicatezza c’è in questo lavoro di Maurogiovanni mirabilmente riportato in scena dalla Compagnia Teatrale Artù.
Riportiamo a tal proposito l’incipit della sua biografia dal sito della
Fondazione Maurogiovanni che ci permette davvero di capire dove tutto è iniziato, non solo la sua vita terrena ma anche i suoi scritti, i programmi radiofonici e tutta la vastissima produzione di Vito Maurogiovanni che è focalizzata sull’osservazione e sul racconto, sulla conservazione della memoria, sulla visione della città come spazio di identificazione comunitaria.
Vito Mauro Giovanni nasce a Bari il 27 dicembre 1924 in via De Rossi 119, nella casa di famiglia situata nel retrobottega del caffè di suo padre Giovanni (“Antico Caffè”), fondato nel 1860 dal nonno di origini napoletane. Questo “Antico Caffè” è un luogo reale, un caffè “nott’e giorno”, aperto agli avventori anche nelle lunghe ore notturne. Ma in realtà l’ “Antico Caffè” è il posto dove scorre la vita di Bari, un teatro della notte e dell’alba, un luogo dell’anima. Qui passa e vive una umanità cittadina, espressione di quel il ceto mercantile barese che contribuì a cambiare gli equilibri socio – economici della nuova Bari.
“Libri in Scena” – Ricordando Vito Mauro Giovanni
Lo spettacolo del 15 marzo sarà presentato, nell’ambito della rassegna “Libri in Scena”, durante l’appuntamento con “Eravamo tutti balilla” di Vito Maurogiovanni che si terrà giovedì 12 marzo alle ore 19:00 presso Saletta Punzi del Teatro Nuovo di Martina Franca.
Un momento speciale, dedicato alla memoria e all’eredità culturale di uno degli autori più significativi del nostro tempo, Vito Maurogiovanni, giornalista, scrittore, sceneggiatore, che sarà ricordato insieme alle figlie, Celeste ed Elvira e ad altri illustri ospiti, ripercorrendo, al contempo, con la Presidente Cinzia Greco, gli inizi della storia della prestigiosa Fondazione “Elio Greco” attraverso la rilettura di quello che fu il primo libro presentato ufficialmente da Nuove Proposte agli inizi degli anni ‘70, “Eravamo tutti balilla”, un romanzo autobiografico, testimonianza di un’epoca della quale il protagonista, allora ragazzo, non riconosce i valori morali che gli appartengono.
Ingresso gratuito con prenotazione: 080.840.73.13

Info:
AMINUE AMARE di Vito Maurogiovanni
DOMENICA 15 MARZO ore 19
Saletta Punzi del Teatro Nuovo Martina Franca
Isabella Gigante – la voce della Radio
Susi Rutigliano – la Suora
Carlo Ranieri – il Camerata
Alessia Salvatori – Marietta
Deborah Ricci – Schiacchiattedde
Maurizio Sarubbi – Colino
Regia Maurizio Sarubbi
Audio e luci Fabio Cassano
Grafica Maria Pastore
Spettacolo che unisce tradizioni, cultura e storia.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria
Info botteghino: 080 8407313

Manuela Bellomo