BARI – Prosegue all’ExpostModerno, a Bari, in via Napoli 264, la programmazione estiva della Festa del Cinema in Libertà 2026, la rassegna che anche quest’anno riporta il cinema all’aperto nel cuore del quartiere Libertà.
Stasera, lunedì 6 luglio, l’arena ospita la proiezione di Aftersun di Charlotte Wells, in versione originale con sottotitoli in italiano, presentato dall’associazione Armata Brancaleone APS.
La proiezione si inserisce nel calendario della Festa del Cinema in Libertà, inaugurata il 16 giugno e pensata come un percorso estivo di film, incontri, laboratori e appuntamenti culturali fino a metà settembre. L’iniziativa conferma la vocazione dell’ExpostModerno come spazio dedicato alla visione condivisa e alla partecipazione culturale, con una programmazione che intreccia cinema contemporaneo, classici, cortometraggi, festival, attività associative e momenti di confronto con il pubblico.
Negli ultimi anni l’ex Cinema Arena Moderno è diventato uno dei luoghi simbolo della rigenerazione culturale barese. Situato nel quartiere Libertà, lo spazio nasce dal recupero e dalla riattivazione di un cinema all’aperto, restituendo alla città un presidio culturale popolare, accessibile e attraversato da realtà associative diverse. La rassegna estiva si muove proprio in questa direzione: fare del cinema non soltanto un’occasione di intrattenimento, ma anche uno strumento di relazione, incontro e costruzione di comunità.
Dentro questa cornice arriva Aftersun, esordio alla regia della cineasta scozzese Charlotte Wells e uno dei film più apprezzati del cinema indipendente recente. Presentato nel 2022, il film ha attraversato importanti festival internazionali, da Cannes a Toronto, Telluride, Londra e Rotterdam, attestando Wells come una delle voci più sensibili della nuova generazione di autrici europee.
La storia segue Sophie, undici anni, durante una vacanza in Turchia con il padre Calum. Anni dopo, ormai adulta, Sophie rivede le immagini di quel viaggio attraverso vecchie riprese video e prova a ricomporre ciò che allora non poteva comprendere: la fragilità del padre, la sua malinconia, la distanza tra il ricordo felice dell’infanzia e una verità emotiva rimasta a lungo invisibile.
Il cuore del film è il rapporto tra Paul Mescal e Frankie Corio. Mescal, candidato all’Oscar come miglior attore protagonista per questo ruolo, costruisce un personaggio trattenuto, tenero e opaco: un padre giovane, affettuoso, ma attraversato da una sofferenza che il film non esplicita mai del tutto. Frankie Corio, al suo debutto, restituisce, invece, l’intelligenza emotiva dell’infanzia, quella capacità di percepire senza riuscire ancora a nominare.
Charlotte Wells dirige con uno stile sobrio, fatto di dettagli, silenzi e immagini apparentemente quotidiane. Le riprese in MiniDV, la luce estiva del resort, i corpi osservati da lontano e il montaggio frammentato costruiscono un racconto sulla memoria più che sulla nostalgia. Aftersun non spiega, non forza il dolore, non cerca il colpo di scena: lascia che siano i gesti minimi, le pause e gli sguardi a rivelare la profondità della relazione tra padre e figlia.
È proprio in questa sottrazione che il film trova la sua forza. Aftersun parla del tempo che passa, dei ricordi che cambiano forma, delle persone amate che spesso comprendiamo davvero solo quando non possiamo più raggiungerle. Un’opera intima e potentissima, capace di trasformare una vacanza qualunque in una riflessione universale su ciò che resta, su ciò che sfugge e su quanto, a volte, l’amore sia riconoscibile solo a posteriori.

