24.01.2020 – La scorsa settimana è stata protagonista, sui palchi del Teatro Piccinni di Bari e del Teatro Apollo di Lecce, nell’ambito della Stagione di Prosa 2019/2020 del Teatro Pubblico Pugliese, la diatriba tra W.A. Mozart e il compositore italiano Antonio Salieri, nello spettacolo Amadeus, prodotto da GITIESSE Artisti Riuniti  con Geppy Gleijeses e Lorenzo Gleijeses, padre e figlio, assieme a Giulio Farnese, Gianluca Ferrato, Giuseppe Bisogno, Roberta Lucca, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone, Brunella De Feudis. Testo di Peter Shaffer, traduzione di Masolino D’Amico, regia di Andrei Konchalovsky.

La diatriba tra i due compositori non ha in realtà fondamenti storici ma fu tramandata come una sorta di leggenda, dopo che lo scrittore russo Aleksandr Puskin scrisse la tragedia “Mozart e Salieri” nel 1830, che poi fu musicata da Nikolaj Rimskij-Korsakov, in seguito ci fu poi il celebre film Amadeus di Milos Forman, che conquistò anche otto premi Oscar.

Molti sono stati gli scrittori che hanno seguito questa scia, compreso Peter Shaffer, drammaturgo inglese moderno, dal cui testo è stata tratta la regia dello spettacolo andato in scena al Piccinni e al Teatro Apollo di Lecce.

Mentre Puskin descrive la genesi della diatriba tra i due compositori come una forma di gelosia, Shaffer invece si sofferma sullo stile di vita lascivo di Mozart, portandolo all’estremo, rivestendo così la figura di Salieri con l’abito di un critico moralista.

Nella storia raccontata Antonio Salieri aveva fatto un patto di castità con Dio, una vita lontana dai piaceri della carne pur di ricevere in cambio l’eccellenza musicale.

Quando Salieri scopre che anche Mozart, uomo turpe e lascivo, aveva ricevuto gli stessi doni, riuscendo per giunta ad eccellere senza molto sforzo, il compositore decide di vendicarsi contro Dio, portando o, provando a portare, Mozart al fallimento.

Naturalmente tutti i tentativi del compositore italiano di oscurare il talento di Mozart falliscono miseramente, mentre riesce ad impedirgli, invece, di ottenere una sussistenza economica adeguata a mantenere la moglie e i figli.

Mozart morirà povero, seppellito come la storia ci racconta in una fossa comune, abbandonato da tutti, tuttavia il suo talento è tale per cui la sua fama andrà oltre la morte e la povertà.

Salieri conclude quindi la sua vita con la consapevolezza di non aver ottenuto alcuna vendetta nè contro Dio, nè contro Mozart.

Lo spettacolo è brillante e ben costruito nella sua dinamicità. L’affiatamento del gruppo, soprattutto di padre e figlio, Gleijeses si tocca con mano fin nell’abbraccio finale tra i due, mentre accolgono gli applausi del pubblico.

Si fa guardare Amadeus, appassiona questa storia fatta di intrighi, pettegolezzi e moralismi; poi nel finale cambia tono, la stesura del Requiem, la morte incombente, la miseria in cui vive Mozart silenziano i chiacchiericci e lasciano lo spazio alla riflessione.

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Manuela Bellomo